Written by 10:04 pm Pisa SC

Addio a Mircea Lucescu, il gigante buono ponte tra il calcio dell’Est e dell’Ovest

A Pisa nella stagione 90-91 partì a razzo poi il calo e l’esonero dopo le sconfitte con Cagliari e Samp

PISA – La notizia della scomparsa di Mircea Lucescu, avvenuta all’età di 80 anni, scuote profondamente il mondo del calcio europeo, lasciando un vuoto che va ben oltre i trofei e le panchine illustri. Una figura carismatica, un maestro di calcio e di vita, capace di attraversare epoche e frontiere con una visione sempre moderna del calcio.

di Antonio Tognoli

A pochi minuti dal fischio d’inizio dei quarti di finale di Champions League arriva dalle agenzie la notizia della sua scomparsa, di quello che fu una delle tante scoperte dell’era Romeo Anconetani. Un allenatore capace di costruire identità, che nella stagione 90-91 ci fece sognare dopo le vittorie con Bologna e Lecce e il pareggio contro il Genoa proiettarono i nerazzurri nei primi posti della classifica di serie A. Fu esonerato dopo le sconfitte con Cagliari e Sampdoria alla 25esima giornata. Sotto la Torre ha comunque lasciato un buon ricordo.

La carriera di Lucescu è stata comunque straordinaria per longevità e successi, sia da calciatore che da allenatore. Da giocatore è stato una bandiera della Dinamo Bucarest e della nazionale rumena, con oltre 70 presenze. In panchina ha guidato un numero impressionante di squadre in tutta Europa e non solo. Tra le principali: la stessa Dinamo Bucarest, il Rapid Bucarest, il Brescia, la Reggiana, l’Inter, il Galatasaray, il Beşiktaş, lo Shakhtar Donetsk, lo Zenit San Pietroburgo e la nazionale dell’Ucraina.

Il palmarès è altrettanto ricco e prestigioso. In Turchia ha vinto campionati e coppe con Galatasaray e Beşiktaş, conquistando soprattutto la Supercoppa UEFA 2000. Ma è allo Shakhtar Donetsk che ha scritto la storia: otto campionati ucraini, numerose coppe nazionali e soprattutto la Coppa UEFA 2008-2009, primo storico trionfo europeo del club. Con la Dinamo Bucarest aveva già vinto titoli nazionali, mentre in Russia, con lo Zenit, ha aggiunto altri successi in patria.

Lucescu è stato un ponte tra calcio dell’Est e dell’Ovest, tra tradizione e innovazione. Squadre solide, intelligenti, mai banali. La sua eredità non si misura solo nei trofei, ma nella capacità di aver influenzato generazioni di allenatori e calciatori. Un patrimonio culturale e tecnico che resta vivo, anche lontano dai riflettori. Oggi il calcio perde un gigante buono della panchina. Ma le sue idee, il suo stile e la sua passione continueranno a vivere. Anche sotto la Torre, dove il rispetto per i grandi del gioco del calcio, non manca mai.

La redazione di Pisanews in questo momento di dolore si stringe attorno alla famiglia di Mircea Lucescu.

Anche il Pisa Sporting Club ha voluto manifestare il suo cordoglio: “Il Presidente Giuseppe Corrado, a nome di tutto il Pisa Sporting Club, si stringe attorno alla famiglia Lucescu in questo momento di grande dolore“.

Last modified: Aprile 7, 2026
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