PISA- Una serata sospesa tra l’oro del tramonto, la musica e il calore dell’amicizia. Si è svolta nei giorni scorsi a Marina di Pisa, al Pontile 102 “Retone ospedalieri”, la quarta edizione di “A Silvia”, la manifestazione nata per ricordare Silvia D’Alvano.
L’evento benefico è stato organizzato dalle amiche di Silvia insieme a Cesare Di Cesare, presidente della Pallavolo ospedalieri Pisa e responsabile del Pontile 102, che ha ospitato l’iniziativa.
La serata ha unito l’intrattenimento all’impegno sociale: la cena è stata accompagnata dalle esibizioni live di diversi gruppi musicali, mentre il menu è stato curato dallo chef Mirco Matassini “Il Mata”, che ha offerto gratuitamente la sua arte culinaria deliziando i presenti con le sue celebri “pallotte” casentinesi e altre specialità.
Il ricavato della serata è interamente devoluto alla Fondazione F.A.R.O. Onlus a sostegno della ricerca in campo oncologico.

Citando una bella frase della scrittrice Banana Yoshimoto (“Per me i veri angeli sono le persone che, in certi momenti, compaiono all’improvviso a dare luce alla vita…”) gli organizzatori hanno voluto fotografare lo spirito che unisce gli amici e la famiglia di Silvia: la madre Angela, il padre Michele e la sorella Chiara. Una comunità che ha scelto di non chiudersi nel dolore, ma di aprirsi agli altri. Ne è un esempio papà Michele, sempre sostenuto da mamma Angela, appena rientrato da una maratona a Città del Capo: un’immagine di instancabile vitalità che ben rappresenta la rete di solidarietà del territorio pisano.
Durante l’evento è intervenuta Chiara Finale, medico, in rappresentanza della Fondazione FARO, portando anche i saluti del direttore del Dipartimento oncologico dell’Azienda USL Toscana nord ovest Giacomo Allegrini, che è anche vicepresidente della Fondazione.
“Ogni giorno in ospedale – sono le parole della dottoressa Finale – ci occupiamo di cura. Ma la vera cura non è fatta solo di farmaci: inizia dall’accoglienza, dall’empatia, dall’ascolto dei bisogni umani. Negli ospedali non incontriamo pazienti, ma persone con storie, paure e speranze. I fondi raccolti stasera saranno impiegati per sostenere i progetti di ricerca no-profit dei nostri giovani oncologi e il personale dedicato. In un mondo sempre più chiuso e impaurito, questa serata è un bellissimo esempio da seguire. Grazie di cuore a tutti.”




















