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Il lupo italiano perde la “protezione rigorosa”: cresce la preoccupazione degli esperti

PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa, in rappresentanza delle 13 Associazioni sottoscriventi, di Piero Belletti, Federazione Nazionale Pro Natura, Gaia Angelini, Green Impact e Francesco Romito, Io non ho paura del lupo.

Sono serviti quasi cinquant’anni di tutela per salvare il lupo italiano (Canis lupus italicus) dal rischio di estinzione. Oggi però una decisione europea ne ha ridotto il livello di protezione, togliendogli lo status di specie “rigorosamente protetta” e rendendolo potenzialmente cacciabile. Nel giugno 2025 l’Unione Europea ha modificato la Direttiva Habitat, declassando il lupo. Tuttavia gli Stati membri possono scegliere se recepire o meno questa decisione nelle proprie leggi e mantenere quindi la protezione rigorosa sul proprio territorio. Si tratta di una svolta preoccupante per una specie che l’Italia aveva iniziato a proteggere già negli anni Settanta, quando pochi esemplari erano sopravvissuti allo sterminio dovuto alla caccia. La tutela del lupo rappresentava infatti uno dei principali successi della conservazione della fauna selvatica nel nostro Paese. Molti scienziati hanno contestato il declassamento, ritenendolo privo di solide basi scientifiche. Due ricorsi presentati alla Corte di Giustizia europea potrebbero inoltre portare alla revisione della decisione. Negli ultimi anni il lupo è stato spesso al centro di polemiche e campagne mediatiche allarmistiche, alimentate da interpretazioni distorte di singoli episodi e da posizioni antiscientifiche. In realtà, dati ufficiali mostrano che le predazioni sui capi ovicaprini rappresentano una quota minima delle cause di mortalità del bestiame e che esistono sistemi di prevenzione efficaci, sostenuti anche da fondi europei. Il lupo svolge inoltre un ruolo fondamentale negli ecosistemi come regolatore naturale delle popolazioni di ungulati, contribuendo all’equilibrio degli habitat. Per questo molti esperti invitano a ristabilire un dibattito basato su dati scientifici e informazione corretta. La conservazione del Canis lupus italicus, sottospecie geneticamente unica, resta una responsabilità collettiva. Difendere il suo ruolo negli ecosistemi significa tutelare l’equilibrio della natura e il patrimonio ambientale per le generazioni future.“, conclude il comunicato stampa.

Last modified: Marzo 4, 2026
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