PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Politiche europee e relazioni internazionali Irene Galletti.
«Viviamo una fase storica segnata dal ritorno di nazionalismi aggressivi e da una crescente diffusione di episodi di violenza e discriminazione razzista, anche all’interno di quello che viene definito l’Occidente democratico e civile. Assistiamo con preoccupazione alle gravi azioni della polizia anti-immigrazione negli Stati Uniti e dell’esercito dello Stato di Israele, Paesi che vorrebbero rappresentare un punto di riferimento in termini di democrazia, diritti e rispetto del diritto internazionale. Quando il Governo attacca il campo progressista e antifascista, accusandolo strumentalmente di antisemitismo, finge di dimenticare che fu proprio il fascismo a collaborare attivamente alla persecuzione e alla deportazione degli ebrei. Dichiararsi antifascisti oggi non è uno slogan, ma un dovere civile e costituzionale. Il Movimento 5 Stelle è da sempre al fianco di tutte le minoranze, religiose, etniche, politiche e sessuali, e fonda la propria azione politica sulla difesa dei diritti umani e sulla tutela dei più deboli. Al contrario, l’eredità politica di alcune forze oggi al Governo continua a veicolare impostazioni culturali segnate da intolleranza, xenofobia e discriminazione. Negli anni si è diffuso un automatismo del pensiero, un pericoloso luogo comune secondo cui il fascismo italiano avrebbe avuto responsabilità minori rispetto al nazismo, presentandosi come un regime “più pulito”. È una ricostruzione falsa e offensiva della memoria storica. Nel nostro Paese furono attivi oltre cento campi di concentramento e di prigionia, tra cui quelli toscani di Anghiari Rinicci, Bagni di Lucca, Bagno a Ripoli, Civitella di Chiana, Colle di Compito, Roccatederighi e Rovezzano. Il nostro dovere, oggi come ieri, non è soltanto quello di ricordare la persecuzione del popolo ebraico e le vittime della Shoah, ma anche di assumere una posizione chiara e responsabile per impedire che la violenza, l’odio e la sopraffazione trovino spazio nella nostra società. La memoria deve tradursi in impegno concreto per la difesa della democrazia, dei diritti e della convivenza civile».
Last modified: Gennaio 27, 2026

















