PISA – La sconfitta interna del Pisa contro l’Udinese non è stata segnata da episodi clamorosi, ma la moviola qualche spunto interessante lo regala sempre.
Partiamo dal 39’, quando la squadra di Runjaić reclama un calcio di rigore per una presunta trattenuta di Caracciolo su Iker Bravo. Massa lascia correre e fa bene: la caduta è accentuata, il contatto c’è ma non basta a giustificare il penalty. Decisione corretta e, ovviamente, nessun bisogno di richiamo VAR.
Sul piano disciplinare, non dura molto la linea dura scelta inizialmente dal direttore di gara (due ammonizioni in 18 minuti, una per parte, per falli imprudenti). Con il passare dei minuti infatti la soglia disciplinare si alza e Massa diventa più permissivo.
Emblematica la situazione al 33’, quando Akinsanmiro entra duro su Kristensen: intervento “borderline” che poteva costare il giallo, ma l’arbitro decide di lasciar correre.
Arriviamo quindi al 63’, quando Caracciolo, già ammonito, interviene in maniera dura su Buksan. Anche qui niente cartellino. Protestano giustamente i friulani, perché l’episodio aveva tutti gli ingredienti per la seconda ammonizione e relativa espulsione.
CC
Last modified: Settembre 16, 2025

















