Solidarietà alla Polizia penitenziaria dopo i disordini del 30 settembre. Palmieri e Villa chiedono strutture adeguate, più personale e controlli costanti.
PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Futuro Nazionale Pisa.
«Il sovraffollamento non può diventare la normalità». Futuro Nazionale Pisa interviene sulla rivolta scoppiata nella serata del 30 settembre nel carcere Don Bosco, esprimendo solidarietà agli agenti e chiedendo una riflessione sulle condizioni dell’istituto e del sistema penitenziario.
Secondo la ricostruzione richiamata dal movimento, decine di detenuti si sarebbero barricati in un reparto, rendendo necessario l’intervento della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine. La protesta sarebbe stata trasmessa anche attraverso una diretta su TikTok, utilizzando un telefono cellulare detenuto nonostante il divieto.
Mario Palmieri, responsabile provinciale di Futuro Nazionale Pisa, ringrazia il personale impegnato nella gestione dell’emergenza, sottolineando le difficoltà legate alla carenza di organico. «A loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in una situazione nella quale l’ordine e la sicurezza della struttura sono stati messi a dura prova».
Il movimento richiama inoltre le segnalazioni sul sovraffollamento del Don Bosco, che secondo le cronache citate ospita oltre 300 detenuti, e sulle criticità strutturali e igieniche.
«Il sovraffollamento non può diventare la normalità – afferma Tommaso Villa, responsabile regionale di Futuro Nazionale – perché condizioni di questo tipo rendono più difficile il lavoro degli agenti, complicano la gestione della sicurezza e possono aumentare le tensioni all’interno degli istituti. Servono strutture adeguate, organici sufficienti e soprattutto un controllo effettivo e costante».
Futuro Nazionale chiede infine di approfondire i dati del Ministero della Giustizia sulla composizione della popolazione detenuta, distinguendo tra cittadini italiani, di altri Paesi dell’Unione europea ed extra-UE.
«Non per introdurre automatismi o generalizzazioni», precisa Villa, ma per comprendere un fenomeno che, secondo il movimento, incide sulle politiche di sicurezza, integrazione e gestione delle carceri.
Last modified: Ottobre 1, 2026



















