PISA – Una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della costituzione nei giorni scorsi ha visitato il carcere di reclusione di Volterra e la casa circondariale don Bosco di Pisa nell’ambito della mobilitazione nazionale che ha coinvolto 34 istituti penitenziari in tutta Italia.
Alla visita hanno partecipato Emiliano Manfredonia (presidente nazionale Acli), don Emanuele Morelli (direttore Caritas Pisa), don Armando Zappolini (direttore Caritas San Miniato), padre Oliviero Cattani (cappellano carcere don Bosco di Pisa), Alessandro Gasparri (segretario provinciale Cgil), Graziella Atzori (L’Altro Diritto), Luigi Mangeri (CNCA), Andrea Valente (presidente provinciale Acli Pisa e Lucca) e Paolo Martinelli (direzione nazionale Acli delega Legalità e Giustizia).
La delegazione ha incontrato la direzione ed i rappresentanti della polizia penitenziaria, nel caso di Volterra anche il responsabile dell’area educativa, ed ha potuto visitare a Volterra le sezioni in cui si svolgono le attività lavorative e di teatro, a Pisa la sezione penale e la sezione delle degenze.
Dalla visita è emerso un quadro molto diversificato per la diversa tipologia di detenzione.
A Volterra detenzioni lunghe per sentenze passate in giudicato con una media di 20 anni ed una buona situazione di contesto e strutturale permettono una gestione aperta con apertura delle celle dalle 8:30 alle 20:50, una varietà di attività di studio, relazione e contatto telefonico quotidiano con le famiglie che favoriscono migliori condizioni di detenzioni ed opportunità di reinserimento sociale e lavorativo, in condizioni di capienza massima ma non di sovraffollamento.
A Pisa, quale casa circondariale, si riscontrano numeri della popolazione carceraria in sovraffollamento cronico pari al 156%, tempi di permanenza più ridotti, pesanti carenze infrastrutturali che si trascinano da decenni con carenza di servizi docce, bagni a vista, carenza di organico rispetto ai numeri di sovraffollamento e scarse possibilità di reinserimento lavorativo. Si è inoltre riscontrato una infestazione da cimici già denunciata nei giorni scorsi dalla Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale che nonostante gli interventi di disinfestazione non si è risolta per l’impossibilità di liberare intere aree a causa del sovraffollamento.
In entrambi i casi si è riscontrato un aggravamento della situazione in seguito alla chiusura di aree del carcere di Sollicciano che ha portato al trasferimento repentino ed in massa nei giorni scorsi anche verso Volterra e Pisa. Questa situazione ha destabilizzato in entrambi i casi il clima interno, soprattutto al don Bosco di Pisa già sovraffollato.
Va sottolineato in entrambi casi il lavoro fondamentale ed incessante delle direzioni, del corpo della Polizia Penitenziaria e del volontariato carcerario che, nonostante le carenze strutturali e di organico rispetto alle esigenze effettive, è impegnato h. 24 nell’assistenza volta a restituire dignità ad una condizione difficile di privazione della libertà.
Particolare attenzione desta la casa circondariale don Bosco di Pisa, che evidenzia ancora una volta le difficoltà strutturali che attraversano il sistema penitenziario italiano.
L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona. Visitare gli istituti penitenziari significa verificare concretamente quanto questi principi trovino effettiva applicazione nella vita quotidiana delle persone detenute e di chi lavora negli istituti.
La visita si inserisce in una giornata nazionale che ha visto le associazioni dell’Alleanza entrare contemporaneamente in 34 carceri italiane per richiamare l’attenzione pubblica sulle condizioni di detenzione e sulla necessità di politiche orientate alla dignità della persona, alla riduzione del sovraffollamento e al reinserimento sociale.
Al termine della visita, la delegazione ritiene prioritario:
– ringraziare le direzioni carcerarie, la polizia penitenziaria ed il volontariato carcerario per l’impegno quotidiano in condizioni di privazione di strumenti adeguati per fronteggiare le criticità e promuovere la dignità dei detenuti;
– che si agisca con interventi di programmazione e finanziamenti adeguati per il miglioramento delle strutture e della quotidianità dei detenuti e degli organici;
– che si finanzino e si rafforzino maggiori opportunità di accompagnamento ed inserimento lavorativo per lo sconto alternativo della pena con il coinvolgimento di reti di accompagnamento cittadine strutturate che coinvolgano le istituzioni, il terzo settore e le imprese del territorio;
– che si operi per un rafforzamento del sistema sanitario a servizio dei detenuti.
Last modified: Luglio 16, 2026



















