PISA – I giovani avanzano nelle cooperative dell’abitare toscane: oggi 3 presidenti su 10 hanno meno di 35 anni. È uno dei dati che emerge dall’ultimo report di Fondo Sviluppo sull’andamento 2025 di Confcooperative Toscana, dedicato a Confcooperative Habitat Toscana.
Lo studio fotografa un sistema in forte trasformazione, capace di rispondere alla sfida dell’inverno demografico, mantenere stabilità finanziaria e avviare un significativo ricambio generazionale ai vertici delle imprese cooperative. Il sistema Confcooperative Habitat conta nel 2025 46 aderenti attive, articolate tra cooperative di edilizia e abitazione, che rappresentano il 58,7%, cooperative di comunità, pari al 28,3%, e realtà legate ai servizi dell’abitare, pari al 13%.
Particolarmente importante è il ruolo svolto nelle aree interne della Toscana, dove le cooperative di comunità sono presenti al 77%. Proprio queste realtà rappresentano anche la componente più rilevante sul fronte occupazionale, garantendo il 65,3% dei posti di lavoro del comparto, e risultano prevalentemente solide e solvibili. Sul piano della governance, il dato più incoraggiante riguarda la cooperazione edilizia di abitazione, dove il ricambio generazionale appare più marcato: il 30% dei presidenti dei Consigli di Amministrazione è under 35. Resta però evidente il divario di genere. L’80% degli incarichi apicali nelle cooperative di abitazione è ricoperto da uomini, quota che sale all’83,3% nelle cooperative di comunità.
Una tendenza che si riflette anche sulla base sociale, composta in maggioranza da uomini, pari al 64% nelle cooperative di abitazione e al 58% in quelle di comunità, e da soci over 50, rispettivamente il 50% e il 75%.
«I numeri di questi anni ci restituiscono l’immagine di un comparto resiliente e in forte evoluzione – dichiara Alessandro Tatò, presidente di Confcooperative Habitat Toscana –. Le nostre cooperative stanno dimostrando nei fatti di essere uno strumento insostituibile per difendere i territori marginali, creando occupazione dove le aziende tradizionali faticano ad arrivare e garantendo un servizio essenziale».
Per Tatò, il protagonismo dei giovani rappresenta un segnale importante. «Il forte contributo dei giovani è il segnale tangibile che credono ancora nel modello cooperativo per dare risposte concrete ai bisogni dell’abitare. La sfida di domani sarà quella di accompagnare questa nuova generazione e, soprattutto, di lavorare affinché le nostre realtà sappiano colmare un divario di genere che nei ruoli apicali è ancora troppo marcato».
Last modified: Luglio 15, 2026


















