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“Humana vestigia”, Renato Frosali alla Chiesa della Spina tra memoria, naufragio e arte romana

PISA – È stata presentata martedì 23 giugno, la mostra “Humana vestigia, il naufragio e il ritratto romano”, dedicata alle opere di Renato Frosali e promossa dal Comune di Pisa. L’esposizione sarà ospitata nella Chiesa di Santa Maria della Spina e sarà visitabile a ingresso gratuito da giovedì 25 giugno a domenica 5 luglio.

Le opere allestite nella Chiesa della Spina dialogano con altre due tele dell’artista, visitabili per tutta la durata della mostra presso la Barberia e Sartoria Mascagni, in Lungarno Pacinotti 15, dando vita a un percorso diffuso tra luoghi diversi della città.

L’esposizione sarà aperta il giovedì e il venerdì dalle ore 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica sarà visitabile dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini, l’artista Renato Frosali e Massimiliano Baldini della Barberia e Sartoria Mascagni.

“Una mostra che si lega nel profondo alla città e al luogo che la ospita – ha dichiarato l’assessore alla cultura Filippo Bedini –. Si tratta infatti di un’esposizione che fa della ricerca spirituale il proprio motore, secondo un percorso particolarmente adatto a essere accolto all’interno di uno spazio carico di storia e sacralità come la Chiesa di Santa Maria della Spina”.

Bedini ha sottolineato il rapporto tra le opere di Frosali, l’arte antica e il patrimonio storico pisano.

Le opere di Frosali prendono le mosse da uno studio approfondito e da una forte passione per l’arte antica, in particolare per la pittura e la scultura romana, con evidenti richiami a Pompei – ha aggiunto –. Del resto, a pochi passi dalla Chiesa della Spina, si trova il Museo delle Antiche Navi Romane, una delle più tangibili testimonianze del rapporto privilegiato che la nostra città conserva con la civiltà romana”.

Una mostra di questo tipo – ha concluso Bedini – in grado di rievocare l’arte antica ed elevarla alla dimensione della riflessione interiore, si inserisce in modo naturale nel patrimonio storico e culturale di Pisa, valorizzandone la storia e contribuendo ad arricchire l’offerta culturale di uno dei luoghi più visitati della città”.

La Chiesa della Spina ospita tre tele e quattro composizioni scultoree di Renato Frosali dedicate al dialogo con il mondo classico. L’esposizione richiama idealmente una stanza ritrovata a Pompei, tra una galleria di ritratti romani e una serie di oggetti caratterizzati da raffinate cromie.

Le opere descrivono una ricerca che si allontana dalla pittura archeologica in senso stretto: la figurazione nasce da un’elaborazione interiore e si traduce in immagini e suggestioni capaci di accompagnare il visitatore in un viaggio emozionale attraverso il tempo.

Nelle tele, il riferimento al mondo romano si intreccia con una progressiva riduzione della profondità prospettica, conducendo la rappresentazione verso una dimensione più evocativa e spirituale. Le pitture e le sculture di Frosali offrono una personale chiave di lettura e immaginazione, evitando la semplice descrizione per confrontarsi con i temi della memoria, della cancellazione e della permanenza delle tracce umane.

Le sculture richiamano figure che sembrano riemergere dagli scavi archeologici, come antiche vestigia riportate alla luce dal tempo o riaffiorate dall’acqua, in un dialogo continuo tra conservazione e trasformazione.

Le opere esposte nella Chiesa della Spina si collegano inoltre alle due tele ospitate presso la Barberia e Sartoria Mascagni, caratterizzate da un linguaggio più figurativo e descrittivo, costruendo un percorso articolato attraverso un continuo gioco di richiami.

Nato a Pomarance nel 1962, Renato Frosali si è formato a Volterra e ha esposto nel corso della sua carriera in mostre personali e collettive, in Italia e in Europa. Centrale nella sua poetica è il dialogo con il mondo antico, non inteso come repertorio iconografico da riprodurre, ma come traccia di un’esperienza umana universale.

Volti, frammenti archeologici, reperti e vestigia del passato diventano, nel suo lavoro, occasioni per riflettere sul tempo, sulla fragilità della memoria e sulla permanenza delle immagini nella coscienza collettiva.

Last modified: Giugno 23, 2026
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