CASCINA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Bice Del Giudice e di Roberta Colombini, della lista civica PER VOI, a seguito del comunicato stampa inviato da PD Cascina, AVS, Cascina Oltre, Movimento 5 Stelle in replica alle ricostruzioni sulle trattative per la giunta comunale.
Bice Del Giudice e Roberta Colombini, rappresentanti della lista civica PER VOI, replicano ai partiti della maggioranza intervenuti a mezzo stampa in difesa del sindaco Betti e in merito alle ricostruzioni sulla composizione della nuova giunta comunale.
Al centro della presa di posizione ci sono le deleghe proposte alla lista civica e il clima politico emerso durante gli incontri successivi al voto. Del Giudice contesta la versione fornita da PD Cascina, AVS, Cascina Oltre e Movimento 5 Stelle, sostenendo che le deleghe indicate nel comunicato della maggioranza non sarebbero mai state realmente oggetto della proposta avanzata alla lista.
“Ho letto con stupore la difesa d’ufficio che i partiti della maggioranza hanno fatto del comportamento del sindaco Betti nel loro comunicato di ieri – dichiara Bice Del Giudice –. Oltre a negare il clima aggressivo della riunione, si legge che la lista PER VOI avrebbe rifiutato l’attribuzione di ulteriori deleghe di particolare rilievo: attività produttive, politiche per la sicurezza, cultura della memoria, percorso di avvio delle attività del Bellotti Bon. Non è così, la verità è un’altra e lo dimostriamo con l’evidenza di documenti disponibili”.
Secondo Del Giudice, l’11 giugno il sindaco avrebbe proposto a PER VOI, in aggiunta alle deleghe già affidate nel precedente mandato, soltanto la delega alle politiche per la sicurezza, ma senza Polizia Locale. Nello schema della nuova giunta, sostiene la rappresentante della lista civica, non sarebbe stato fatto alcun riferimento ad attività produttive, cultura della memoria o percorso di avvio delle attività del Bellotti Bon.
“A riprova di questo ci sono i nostri documenti successivi agli incontri del 3 e dell’11 giugno, in grado di ricostruire i passaggi della trattativa – prosegue Del Giudice –. In nessuno di questi documenti abbiamo mai parlato della carica di vicesindaco, nonostante fosse quantomeno plausibile proporla, essendo stata da subito esclusa dal sindaco. Piuttosto, la mail del 12 giugno documenta il reale contenuto della proposta”.
La lista civica lamenta l’assenza di un confronto politico costruttivo sull’assetto delle deleghe e rivendica il proprio risultato elettorale, definito più che raddoppiato e determinante per la vittoria del sindaco al primo turno: “Il punto è che non c’è mai stato un confronto costruttivo e meno che mai politico sull’assetto delle deleghe – afferma ancora Del Giudice –. È stato da subito chiaro che fosse già stato deciso tutto, con il chiaro intento di contenere il più possibile la nostra esperienza civica”.
PER VOI sostiene di aver chiesto un potenziamento del proprio ruolo alla luce del risultato elettorale, avanzando alcune proposte: riunire cultura e istruzione, come avvenuto fino al 2020; occuparsi di decoro urbano, tema più volte richiamato in campagna elettorale; seguire le politiche per la sicurezza per quanto di competenza comunale; avviare un percorso partecipativo sul Bellotti Bon, coinvolgendo i protagonisti della vita culturale cittadina.
“Abbiamo proposto di riunire, come era stato fino al 2020, la cultura all’istruzione. Niente. Abbiamo proposto di occuparci di decoro urbano, di cui più volte abbiamo parlato nella nostra campagna elettorale. Niente. Quindi di sicurezza, per quanto di competenza dei Comuni. Niente. Il percorso partecipativo sul Bellotti Bon, da aprire ai protagonisti della vita culturale cittadina e non solo, per farci trovare pronti a valorizzare al massimo questo gioiello nel momento in cui sarà inaugurato. Niente”.
Del Giudice rivendica quindi la volontà della lista di lavorare nell’interesse degli elettori e sottolinea anche l’amarezza per una distanza che definisce non solo politica, ma anche personale: “È disdicevole voler lavorare nell’interesse di chi ci ha votato? Se lo è, allora siamo colpevoli di volerlo fare, coniugando politica e competenza”, dichiara. “Mi amareggia molto, inoltre, che alla distanza politica si aggiunga oggi quella personale, dopo anni di vicinanza e lealtà assoluta che personalmente non ho mai mancato di dimostrare al sindaco Betti, anche pubblicamente”.
La rappresentante di PER VOI accusa il sindaco di aver cambiato atteggiamento dopo il voto, pur mantenendo ferma la volontà della lista di proseguire la propria attività politica. “Noi restiamo quelli di sempre – conclude Del Giudice – e continueremo a fare politica con spirito civico, fuori e dentro il Consiglio comunale, liberi e pronti a difendere ciò che riteniamo giusto, sempre nel rispetto della dignità istituzionale dei ruoli, del dovere di responsabilità politica e di coerenza, in rappresentanza di Cascina e dei cascinesi”.
Alla replica si aggiunge anche Roberta Colombini, che afferma di aver partecipato a tutte le riunioni di coalizione, prima e dopo il voto, compreso l’incontro dell’11 giugno. Secondo Colombini, a quell’appuntamento si sarebbe arrivati dopo una fase in cui il sindaco avrebbe respinto le richieste della lista, limitandosi a presentare su un foglio l’assetto della nuova giunta. “Per Del Giudice erano previste ancora meno deleghe di quelle proposte all’inizio – afferma Colombini – e il sindaco ha giustificato questa scelta parlando esplicitamente di deleghe tolte per un suo ‘rilancio al ribasso’. Un dispetto, quindi”.
Colombini descrive poi un clima particolarmente teso durante la riunione, con contestazioni sui numeri elettorali, difficoltà di discussione e toni molto alti. “A quella riunione il clima è diventato davvero pesante: contestazioni sui numeri oggettivi, impossibilità di discutere, toni estremamente alti – sostiene –. Il sindaco ha alzato costantemente la voce con me e con Bice, brandendo i documenti da noi consegnati come se fossero atti di lesa maestà, anziché il principio di un confronto democratico, doveroso in sede istituzionale”.
La rappresentante di PER VOI chiude ribadendo una domanda già posta dalla lista civica e denunciando un atteggiamento che definisce paternalistico. “Ribadiamo la nostra legittima domanda iniziale: avrebbe mai fatto lo stesso con un leader uomo di una lista civica del 7,9% che gli ha consentito oggettivamente la vittoria al primo turno? Ho assistito, per tutta la riunione, a un atteggiamento paternalistico, per non dire patriarcale, che mi ha ferita e profondamente delusa”.
BICE DEL GIUDICE, FOTO DI ARCHIVIO.
Last modified: Giugno 15, 2026


















