Written by 11:58 am Vicopisano, Attualità

Circolo Laudato Si’ di Vicopisano Monte Pisano: “Trasformare la preoccupazione in attenzione permanente, e l’attenzione in capacità di prevenzione “Ri-Chiamati a Sperare””


VICOPISANO – Il Circolo Laudato Si’ di Vicopisano Monte Pisano si pone l’obiettivo di diffondere l’Ecologia Integrale attraverso iniziative ecospirituali, ma anche mediante l’impegno attivo sul territorio e l’attività di Advocacy coinvolgendo gli abitanti nelle questioni socio-ambientali. La Cura per la Creazione/Natura è l’essenza stessa del messaggio che il Circolo cerca di diffondere sul territorio in un orizzonte che si apre ad una dimensione spazio-temporale più ampia.

Solo preservando l’ambiente naturale si puo’ tutelare la salute e il benessere dei cittadini. Le ingiustizie ambientali generano ingiustizie sociali. Si tratta di un approccio olistico che nell’Ecologia Integrale coglie pienezza e metodo, ravvisando quel “Tutto Connesso” al centro dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco alla quale ci ispiriamo.


L’8 giugno 2026 per tutti noi è una data che porta impressa una ferita del territorio, ancora da rimarginare.
Abbiamo vissuto il disastro della Delca Energy con sgomento e preoccupazione, ma cercando di capire, di discernere. Dal Discernimento all’Azione passando dalla Preghiera è il nostro modo di essere consapevoli e di scegliere da quale parte stare. Nel totale sbigottimento e nel caos delle prime informazioni abbastanza incomprensibili ci siamo attivati per organizzare un incontro che ci facesse capire meglio come funziona o
dovrebbe funzionare un ciclo dei rifiuti virtuoso e se l’attività della Delca potesse rientrare in qualche modo in questo modello. Ci siamo interrogati più in generale sul processo di produzione e gestione dei rifiuti, dei residui dopo la raccolta differenziata e sulla dimensione fuori controllo che ha assunto il fenomeno. Anche per questo il 13 giugno 2026 nella nostra sede di Vicopisano c/o La Misericordia, abbiamo accolto alcuni rappresentanti di Rifiuti Zero e di altre associazioni che da anni si battono perché i rifiuti non rappresentino un business, un’opportunità per fare utili sulla pelle dei cittadini costretti a vivere a contatto con impianti e discariche che avvelenano i territori, ma si tenda concretamente a diminuirne la quantità e a migliorare il riutilizzo, il riciclo e la
riparazione fino a tendere al limite obbligatorio del 10% al 2035 fissato dall’Unione Europea.


L’incontro molto partecipato ci ha letteralmente “aperto gli occhi” : sono emersi importanti aspetti legati alle sostanze che la combustione delle plastiche puo’ generare e la loro tossicità per gli organismi viventi. Peraltro avevamo già organizzato un incontro sui Pfas circa un anno fa a dimostrazione della nostra costante attenzione al tema dell’inquinamento industriale. Abbiamo compreso che ogni forma di combustione dei rifiuti deve essere
scoraggiata per poter arrivare a processi che attraverso una serie di accorgimenti e di politiche ben attuate riducano l’indifferenziato residuo che dovrà essere trattato. Per poter avvicinarsi a questo modello peraltro già positivamente sperimentato sono necessari comportamenti virtuosi a partire dalle scelte politiche fino all’acquisto consapevole dei consumatori che hanno comunque il potere di orientare il mercato.


E’ dunque indispensabile un cambio di marcia a partire dalla presa di coscienza dei cittadini che sono chiamati a porre in atto comportamenti virtuosi, ma anche a pretendere dalla politica garanzie di tutela della salute pubblica e indirizzi rivolti a migliorare la qualità della Vita delle persone. E’ tempo di non accettare più ricatti pretestuosi che barattino inquinamento e ben documentati rischi per la salute con un benessere immaginario fatto spesso
di oggetti inutili e di pseudo-comodità che nascondono sotto insidie sottili, gravi danni al pianeta e un’assurda logica di fondo. Il Grido della Terra e quello dei Poveri sono interconnessi: ascoltare i poveri significa rispondere alla sofferenza del Pianeta: la nostra Casa Comune Con questa premessa riteniamo incomprensibile e inaccettabile la decisione del Comune di Vicopisano di sostenere la costruzione di nuovi impianti di
combustione dei Rifiuti, comunicata durante il Consiglio Comunale dello scorso 27 luglio come scelta inevitabile volta ad una gestione economica-imprenditoriale (SpA), anche quando è in servizio pubblico.

Sappiamo anche noi che il nodo sta nel ridurre al minimo del 10% il RUR (rifiuto urbano residuo) attualmente non realizzato per cattiva gestione degli ATO e della regione Toscana. Si può realizzarlo attraverso buone pratiche e tecnologie appropriate senza combustione (” a freddo”), ottenendo così la possibilità di riutilizzare al massimo grado materiali che sono in via di esaurimento e che sono il centro dell’ ” economia circolare” coerentemente
intesa promossa dalla Unione Europea. E recepita anche dalla legge e dal piano della regione, tanto è vero che richiama nei titoli dei due dispositivi l’economia circolare. Solo uno specchietto per le allodole? O un drappo esornativo. Vogliamo credere di no. Non comprendiamo davvero come un Comune Rifiuti Zero – Vicopisano- possa aderire ad una strategia che ripropone la combustione dei residui e dei materiali, come ad esempio l’ Ossicombustore, peraltro una tecnologia ad oggi non sperimentata e che costa alle tasche dei cittadini 130
milioni di euro. Non vogliamo cofinanziare questi impianti distruttori di
materia.

Infine ci rivolgiamo al Signor Assessore per precisare che la Delca Energy, non ricicla, se non per una piccola percentuale, ma produce CSS (combustibile solido secondario) destinato ad essere bruciato in cementifici, inceneritori, centrali termiche. Noi non abbiamo verità da fornire a buon mercato. Abbiamo proposte e il diritto che ogni cittadino ha alla gestione del proprio ambiente di vita, alla salute dei propri corpi e del corpo più ampio
rappresentato dal territorio. Crediamo che gli Amministratori in quanto custodi pro-tempore del territorio in
cui viviamo non debbano in nessun caso perseguire logiche imprenditoriali. I danni sempre più consistenti che infliggiamo alla nostra casa comune non sono più tollerabili e le conseguenze sempre più evidenti ci parlano delle
difficoltà che avremo ad abitare questa terra nei prossimi anni. Concludiamo ricordando che l’Italia si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 33% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005 attraverso politiche di efficienza energetica e l’uso di fonti rinnovabili..(non speculative).

Last modified: Agosto 1, 2026
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