PISA – I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono sul nuovo Regolamento per la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Pisa e sugli ordini del giorno collegati, per chiarire un punto politico che in aula Modica ha espresso con nettezza.
“Semplificare è giusto, se significa modernizzare la macchina pubblica, digitalizzare i censimenti e ridurre i tempi. Ma quando si passa dalla teoria alla pratica, la semplificazione non deve mai diventare deregolamentazione, né abbassare i livelli di trasparenza e i controlli essenziali”. Per La città delle Persone il patrimonio pubblico non è un “magazzino” da far rendere a tutti i costi: “Rende davvero quando produce coesione sociale, servizi alla comunità, difesa della legalità e creazione di opportunità nei quartieri”. Da qui la scelta di depositare ordini del giorno mirati, con proposte concrete, perché il regolamento sia uno strumento utile e non una cornice generica che lascia troppo spazio a scelte discrezionali. Senza questi correttivi si rischia di non perseguire l’interesse pubblico e che il patrimonio comunale diventi una risorsa vulnerabile anziché un bene comune da valorizzare”
Odg 1 – Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie per finalità sociali. Chiediamo che il Comune avvii un percorso per rendere davvero fruibili i beni confiscati nelle disponibilità comunali: pulizia, manutenzione, adeguamento e ristrutturazione, partecipando ai bandi regionali, nazionali ed europei per trovare le risorse. Inoltre proponiamo di aprire in Commissione un regolamento comunale specifico per assegnazione e gestione dei beni confiscati a fini sociali, con procedure trasparenti e accessibili a terzo settore, associazioni e cooperative, e di promuovere attività di divulgazione nelle scuole e in città sul valore civile del riuso sociale.
Odg 2 – Coordinamento tra Regolamento del patrimonio e Regolamento sui Beni Comuni Urbani. Pisa ha dal 2017 un regolamento sui beni comuni e i “patti di collaborazione”, ma finora è rimasto sostanzialmente fermo. Con questo odg chiediamo di renderlo operativo (uffici, modulistica, canali informativi) e di coordinarlo con il nuovo regolamento del patrimonio, perché la gestione degli spazi non si riduca solo a affitti e concessioni: esistono immobili e aree “minori” che possono tornare a vivere con la cura condivisa dei cittadini e del terzo settore, senza perdere vocazione sociale.
Odg 3 – Trasparenza, programmazione e digitale: elenco annuale e Anagrafe immobiliare in Open Data. Proponiamo un salto di qualità: pubblicare ogni anno un elenco completo degli immobili comunali disponibili o in scadenza, assegnabili al terzo settore a canone agevolato, così da garantire pari accesso e tempi certi per progettare. E avviare un’anagrafe immobiliare online, in open data, con stato d’uso dei beni, scadenze e canoni applicati: “più trasparenza significa più fiducia, meno discrezionalità e più controllo pubblico”.
Last modified: Maggio 30, 2026


















