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Volterra, in mostra i graffiti di Nannetti: esposte opere originali dell’Art Brut

VOLTERRA – Alcune parti originali del celebre graffito realizzato da Oreste Fernando Nannetti, noto come NOF4, sono esposte al pubblico nella mostra “Graffi profondi”, allestita al Centro Espositivo Santa Maria Maddalena e visitabile fino al 27 settembre.

L’esposizione, inserita nel circuito“Anima di Volterra”, nasce dalla collaborazione tra Fondazione CRV, Associazione Inclusione Graffio Parola Onlus, Soprintendenza e Azienda USL Toscana nord ovest, proprietaria delle opere e protagonista del percorso di recupero e valorizzazione.

I graffiti furono incisi da Nannetti durante la sua permanenza nella struttura psichiatrica di Volterra e rappresentano oggi una delle testimonianze più significative dell’Art Brut, espressione artistica nata fuori dai circuiti tradizionali.

L’Azienda USL Toscana nord ovest, da anni impegnata nella tutela del proprio patrimonio storico e culturale, ha partecipato all’inaugurazione con i rappresentanti dell’Unità Operativa Patrimonio, confermando il proprio ruolo non solo sanitario ma anche culturale, legato alla memoria dei luoghi della cura.

La Fondazione, nell’ambito della valorizzazione culturale di Volterra, è lieta di presentare le parti del graffito salvate da decenni di abbandonoha dichiarato Lilia Silvi, vicepresidente della Fondazione CRV –.Si tratta di un’occasione unica per vedere da vicino l’opera originale incisa da Nannetti durante la sua reclusione”. Nell’allestimento è presente anche un video che permette di ascoltare la voce dell’artista.

Sull’importanza dell’iniziativa interviene anche Claudio Grandoli dell’associazione Inclusione Graffio Parola Onlus: “Le parti del graffito restaurate sono già state esposte in passato, ma questa è la prima mostra che valorizza pienamente Nannetti come artista, accostandolo ad altri autori come Mino Trafeli, che per primo ne intuì il valore. Ci auguriamo che sia l’inizio di un percorso di valorizzazione duraturo”.

La mostra offre così al pubblico l’opportunità di riscoprire una pagina intensa della storia locale e della creatività contemporanea, restituendo centralità a un’opera che unisce arte, memoria e identità del territorio.

Last modified: Aprile 14, 2026
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