PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Una Città In Comune sulle bancarelle in Piazza Manin.
“Con la delibera approvata dalla destra nell’ultimo Consiglio comunale la Giunta Conti prova ancora una volta a fare entrare dalla finestra quello che – benché sia chiaro a tutti tranne che a questa amministrazione – non può entrare dalla porta: ovvero la presenza di postazioni commerciali in Piazza Manin. Siamo davanti all’ennesimo colpo di mano, in vista delle prossime elezioni amministrative, per cercare di recuperare su un terreno su cui la destra ha sempre preso in giro gli operatori del Duomo. Ci vuole sempre chiarezza quando si fanno delle scelte su aree così importanti e delicate. Noi da anni con trasparenza e coerenza, ma dichiarandolo sempre pubblicamente e dicendolo chiaramente agli operatori, abbiamo ritenuto che non solo le richieste di rientrare in piazza del Duomo non fossero accettabili, ma nemmeno quella di occupare una zona di rispetto come piazza Manin. Invece la destra per pura campagna elettorale ha alimentato speranze prive di qualsiasi fondamento: dal ritorno nella piazza, fino alla barzelletta delle strutture movibili con ruote per stare temporaneamente in Piazza dei Miracoli Errori ce ne sono stati e numerosi fin da quando nel 2013, in occasione del restauro del Museo delle Sinopie, le bancarelle sono state spostate in Piazza Manin: una soluzione presentata come transitoria e durata invece anni compromettendo a lungo un punto di vista privilegiato su Cattedrale e Torre. Quando finalmente si poteva immaginare di avere una piazza Manin libera, ecco che invece si decide di collocarvi un container-bar con tavolini e dodici bancarelle insieme con la preesistente edicola. Noi in quegli anni indicammo chiaramente che la soluzione di utilizzare per le bancarelle l’area UMI1 nell’ex-complesso Santa Chiara, cogliendo l’occasione del recupero dello stesso complesso, era la strada da percorrere. Ma non fummo ascoltati. In piazza Manin i chioschi non devono stare con buon pace dell’assessore Pesciatini e di Confcommercio e di tutte le promesse fatte dalla destra e di cui la città non può pagare il prezzo solo perché tutti i tentativi maldestri della Giunta Conti sono naufragati. Siamo in un sito Unesco, che ha un proprio piano di gestione, il quale richiede equilibrio tra conservazione, sostenibilità e sviluppo, e che non può contemplare simili attività commerciali nemmeno nell’area di rispetto“, conclude la nota stampa.
Last modified: Agosto 3, 2026



















