PONTEDERA– Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Potere al Popolo! Pisa e provincia.
“In tanti e tante il 2 giugno a Pontedera per dire no alla nuova base da 520 milioni di euro, che prevede la costruzione di un poligono di tiro e di un autodromo per mezzi militari da guerra nella Tenuta Isabella”. Lo dichiara Potere al Popolo, intervenendo sulla manifestazione contro il progetto della nuova base militare.
“Come Potere al Popolo – si legge nel comunicato – ci uniamo alla voce delle tante persone scese in piazza, che non vogliono questo progetto devastante né qui né altrove. Occorre rompere con la guerra e con l’economia che ne deriva, un’economia che schiaccia salari e stato sociale per finanziare militarizzazione e riarmo”.
Secondo Potere al Popolo, diversa sarebbe invece la posizione delle istituzioni locali e regionali.
“Al contrario la pensano il sindaco Franconi del Partito Democratico e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – prosegue la nota – che hanno subito descritto la possibile nuova base come un’opportunità, fin da quando il progetto è emerso con il Dpcm del governo Draghi, per poi essere confermato dal governo Meloni”.
Per il movimento, si tratta di una scelta politica trasversale.
“Niente di nuovo sotto il sole – afferma Potere al Popolo –. L’unica opposizione possibile alle scelte bipartisan che militarizzano i territori per le guerre imperialiste è quella della mobilitazione popolare e indipendente, come abbiamo visto negli scioperi generali di Usb e del sindacalismo conflittuale”.
Il comunicato richiama anche le mobilitazioni dell’autunno.
“In autunno lavoratrici e lavoratori hanno bloccato il Paese contro la complicità tra Italia e Israele nel genocidio in Palestina e contro l’economia di guerra”.
Da qui l’appello a proseguire la protesta.
“Continuiamo la mobilitazione contro nuove e vecchie basi militari – conclude Potere al Popolo – per chiudere Camp Darby e tutte le basi Usa e Nato, per il disarmo e al fianco dei popoli che resistono all’imperialismo, dalla Palestina a Cuba socialista”.
Last modified: Giugno 3, 2026


















