PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della coalizione Diritti in Comune dopo aver ricevuto la risposta dell’Ing. Ricci dell’ufficio urbanistica in merito al numero di osservazioni pervenute sul Piano Operativo Comunale.
Sono 773 le osservazioni presentate al Piano operativo comunale di Pisa entro la scadenza del 12 luglio. A rendere noto il dato, ottenuto attraverso un accesso agli atti, è il gruppo consiliare Diritti in Comune, composto da Una città in comune e Rifondazione Comunista.
«Si tratta di un fatto politico e democratico di straordinaria rilevanza, tanto più di fronte all’ostracismo della destra verso qualsiasi forma di partecipazione e informazione su questo atto fondamentale. Centinaia di persone, associazioni, comitati, realtà sociali e forze politiche hanno scelto di studiare il Piano, organizzarsi e intervenire direttamente sul futuro della città».
Secondo Diritti in Comune, la partecipazione è cresciuta dal basso attraverso assemblee, incontri nei quartieri, raccolte di firme e mobilitazioni. «È la risposta di una città che non accetta di essere considerata una semplice spettatrice mentre vengono decise trasformazioni destinate a incidere per anni sulla vita delle persone».
Le 110 osservazioni presentate dalla coalizione rappresentano soltanto una parte del totale. Centinaia di contributi, sottolinea il gruppo, provengono direttamente dall’associazionismo, dai comitati, dalla società civile e da chi vive, studia e lavora quotidianamente a Pisa.
«Le osservazioni compongono un mosaico articolato per quantità, provenienza e questioni sollevate, che manda un messaggio politico inequivocabile: questa città non si riconosce nel Piano della Giunta Conti e chiede un’altra idea di progettazione urbana».
Diritti in Comune richiama, tra gli esempi della mobilitazione, le iniziative di studenti e studentesse contro i parcheggi previsti al posto delle aule studio Pacinotti e della mensa di via Martiri, le oltre cinquecento firme raccolte e la nascita del Comitato di via Garibaldi a tutela dello Spazio antagonista Newroz.
«Sono esempi di un percorso più ampio di partecipazione e conflitto democratico cresciuto in queste settimane. Al centro c’è una richiesta semplice e radicale: chi vive Pisa deve poter decidere consapevolmente il futuro dei propri quartieri, che non possono essere consegnati alla speculazione».
Alle mobilitazioni, prosegue la coalizione, si aggiungono le criticità sollevate dagli enti pubblici. «Dalla Regione Toscana all’Asl, fino all’Università di Pisa, sono arrivati rilievi che mettono in discussione aspetti fondamentali del Piano. Il POC risulta così contestato sul piano tecnico, ambientale, urbanistico, sociale e democratico».
Il “no” che emerge da molte delle 773 osservazioni, sostiene Diritti in Comune, non rappresenta un rifiuto del cambiamento, ma la richiesta di trasformare realmente Pisa, affrontando la crisi climatica, tutelando gli spazi pubblici e il verde, aumentando l’offerta abitativa accessibile e contrastando l’espulsione dei residenti, la rendita immobiliare e la turistificazione.
«Le conseguenze del modello perseguito dalla Giunta sono già visibili in via Maccatella e rischiano presto di interessare via di Parigi e via Mariscoglio. Diventeranno ancora più evidenti con la riapertura delle scuole, circondate da isole di calore che l’Amministrazione sceglie di aggravare continuando a consumare e impermeabilizzare gli ultimi spazi liberi».
Per la coalizione, la Giunta non può trattare le osservazioni come una pratica burocratica da liquidare con alcune correzioni marginali, ma deve riconoscere il significato politico della partecipazione che si è manifestata.
«Chiediamo di azzerare il POC e riaprire una vera discussione pubblica sul futuro di Pisa. Non una consultazione formale su decisioni già prese, ma un percorso trasparente e partecipato che parta dai quartieri, dai bisogni sociali e ambientali e dalle persone che vivono ogni giorno la città».
«Le 773 osservazioni e la mobilitazione di questi mesi – conclude Diritti in Comune – dicono una cosa molto chiara: Pisa non vuole essere depredata e pretende di decidere il proprio futuro».
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Last modified: Settembre 3, 2026



















