Scritto da 4:04 pm Pisa, Politica

Pisa, COBAS: “No alla repressione, garantire l’agibilità politico-sindacale”

PISA- Riceviamo e pubblichiamo da parte di COBAS Lavoro Privato e COBAS Scuola.

Venerdì si sono verificate eventi sconcertanti a Pisa, dove la polizia, in assetto antisommossa, ha impedito a un corteo studentesco, composto principalmente da minorenni, di raggiungere Piazza dei Cavalieri, solito punto di arrivo per le manifestazioni nella città. Questo non è stato solo un intervento per gestire l’ordine pubblico, ma è stato descritto più come un “agguato”, con la chiusura delle vie di fuga dietro al corteo e nelle strade circostanti. Le cariche brutali della polizia hanno colpito studenti a terra, ricordando a molti il clima di tensione vissuto durante il G8 di Genova nel 2001, si legge nella nota. Il sindacato Cobas ha espresso solidarietà agli studenti aggrediti, sottolineando il tema della manifestazione: la solidarietà al popolo palestinese, la richiesta di cessate il fuoco e la fine del genocidio a Gaza, oltre alla promozione della pace e alla condanna della guerra. Questi episodi di repressione si aggiungono a quelli già avvenuti in altre città italiane come Torino, Roma e Bologna, e riflettono una tendenza preoccupante verso una crescente limitazione dei diritti degli studenti e dei lavoratori. Il sindacato ritiene che il governo Meloni stia alimentando tensioni e rischi di degenerazione attraverso la repressione delle manifestazioni pacifiche e la limitazione dei diritti costituzionali di libertà di manifestazione e di sciopero. Prosegue il comunicato, si esprime preoccupazione per ulteriori limitazioni degli spazi di protesta e per la mancanza di azioni contro manifestazioni neofasciste e gli omicidi sul lavoro. Il sindacato chiede un’inversione della linea repressiva del governo e la rimozione del Ministro dell’Interno Piantedosi e del questore Salvo, responsabile della gestione dell’ordine pubblico a Pisa. Si richiede un incontro con il Prefetto per garantire la libertà costituzionale di manifestare e difendere il diritto allo sciopero, considerando il contesto internazionale di aumento delle tensioni belliche e delle spese militari“, conclude il comunicato stampa.

Last modified: Febbraio 29, 2024
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