Written by 12:08 pm Pisa, Politica

Maurizio Nerini (FDI): “La mancanza di artigiani è da imputare al sistema scolastico per le pseudo riforme tutt’altro che azzeccate”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Maurizio Nerini Capogruppo in Consiglio Comunale di Fratelli d’Italia.

“Leggendo con preoccupazione i dati sulla mancanza di artigiani in Italia, da operatore scolastico trentennale imputo gran parte la cosa al cambiamento in negativo che la scuola ha avuto con errori delle varie pseudo riforme oltre ad una gestione regionale non all’altezza. La progressiva riduzione delle ore delle lezioni pratiche avvenuta con “liceizzazione” degli istituti tecnici e professionali poteva avere un senso solo se si fossero trovati spazi e tempi in cui le materie professionalizzanti si potessero sviluppare, ma questo non è accaduto e le regioni non sono riuscite ad individuare percorsi di formazione che tenessero conto delle specificità dei territori, lasciando campo aperto alle agenzie formative che non hanno agito sempre in modo ottimale, limando spesso sui costi del personale, cosa che ha influito sul reclutamento dello stesso e quindi sulla qualità dei servizi. A questo si sono aggiunte politiche scolastiche miopi sulla gestione degli spazi che non hanno tenuto conto proprio delle esigenze locali. Esempi clamorosi a Pisa l’accorpamento dei corsi dei Geometri con quello di Edilizia dell’ITIS presso il complesso Marchesi invece proprio che nella sede naturale di via Contessa Matilde, con prevedibile perdita di iscritti e di un “know-how” sul restauro monumentale e ancora quello per motivi di vicinanza del “Leonardo da Vinci” con il professionale “Fascetti” che ha livellato tutto verso il basso. A questo dobbiamo aggiungere la mancanza di una intera scuola superiore e l’aver drenato per decenni gran parte dei fondi manutentivi, tenendo ancora oggi in piedi la costosa struttura del Concetto Marchesi. Il tutto senza valutare che abbiamo una cantieristica navale da diporto a livello mondiale che si sviluppa in città che ha fame di lavoratori e tecnici un minimo preparati.Possibili soluzioni restano quindi solo guardando alle nostre tradizioni e specificità, come del resto il governo nazionale sta tentando di incentivare con gli ultimi finanziamenti”.

Last modified: Agosto 21, 2024
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