TIRRENIA – Nel commentare Charles Dickens, Gilbert Keith Chesterton che lo ha amato fin da bambino dichiarava di attingere alle sue opere come ad una fontana di gioia costante. “Letteratura della gioia è un’espressione usata dal grande scrittore inglese Chesterton che in n un saggio scritto agli albori del ‘900, scrisse, riferendosi allo scenario culturale del suo tempo, che si sentiva la mancanza di una Letteratura della gioia”. Con queste parole Paolo Gulisano, saggista, scrittore e medico, presenta quello che sarà un incontro col pubblico a Tirrenia, mercoldì 8 luglio. Alle ore 21,15 inizierà l’incontro che apre la rassegna nella “Marenia, dialoghi d’autore” nel parco Ciro Plebe (ex ciclilandia).

Gulisano parlerà proprio della letteratura della gioia attraverso tre giganti: John Ronald R. Tolkien, Clive S. Lewis e Giovannino Guareschi. “Interpreti di una letteratura che trasmettesse non solo le angosce esistenziali dell’uomo moderno, le sue domande a volte disperate di significato, ma anche le risposte, ovvero quella positività che è dentro l’esperienza umana che può aiutare ad essere felici. Una letteratura che esprima gioia, a costo di rischiare di sembrare infantile, dato che la gioia è da molti vista come un sentimento puerile. Tolkien, autore del Signore degli Anelli, Clive Staples Lewis, autore di Narnia e delle Lettere di Berlicche, e Giovannino Guareschi, l’inventore di Don Camillo e Peppone con le loro opere, pur se parlano anche del Male, dell’inquietudine della Caduta e della ricerca di senso in un mondo che attende di essere esplorato, appaiono come una difesa della possibilità di essere felici e una risposta alla domanda di felicità dell’uomo, che può essere assolta solo ritornando piccoli e capaci di stupore”.
Last modified: Luglio 6, 2026


















