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Emergenza carcere Don Bosco, Martinelli: “Situazione insostenibile, chiediamo azioni del Comune”

PISAPaolo Martinelli, capogruppo de La città delle Persone, interviene sull’emergenza del carcere Don Bosco di Pisa e sul question time sul tema che ha presentato in Consiglio comunale.

La situazione denunciata dalla garante nei giorni scorsi è estremamente difficile e non sostenibile per uno Stato civile e si è ulteriormente aggravata con i nuovi arrivi da Solliciano: sovraffollamento al 156%, 306 detenuti in una struttura da 199 posti, carenze strutturali,  condizioni igienico-sanitarie difficili, bagni a vista, docce insufficienti, infestazioni di cimici e personale costretto a lavorare in condizioni disagevoli”. A questo si aggiunge il collasso dell’Ufficio di Sorveglianza, con ritardi anche superiori a 200 giorni nell’esame delle istanze e dei permessi premio, rendendo complicata la finalità rieducativa della pena. “Ieri è arrivata l’ennesima notizia tragica: un giovanissimo detenuto si è tolto la vita nel carcere di Lucca, tra i più affollati d’Italia. Non possiamo abituarci a questa strage silenziosa”. Tornando al don Bosco Martinelli chiede al Sindaco di attivare con urgenza la Conferenza Zonale Integrata dei Sindaci: “Il Comune non può voltarsi dall’altra parte. Come garante della salute pubblica, chiediamo al Sindaco che si interessi della questione per interventi territoriali sociosanitari di concerto con l’Asl. Riteniamo vadano nella giusta direzione le rassicurazioni ricevute dall’assessora Bonanno in Consiglio e, informalmente, in colloquio col Sindaco, che si sono impegnati a richiedere relazione attraverso la conferenza zonale integrata sulle condizioni igienico sanitarie, sugli interventi fatti e da fare di disinfestazione e sullo stato di salute dei detenuti, relativamente alle dipendenze ed alle condizioni di salute mentale interne al don Bosco. Monitoreremo e abbiamo chiesto che, nel rispetto della privacy, tali relazioni vengano rese pubbliche.” Martinelli conclude “C’è un lavoro fondamentale della direzione del carcere, della polizia penitenziaria, del personale civile educativo, volontariato carcerario e cappellania che tengono in piedi un equilibrio h. 24 sempre più precario, una situazione in condizioni di carenze strutturali e di organico non più sostenibili. Vanno sostenuti con tutti gli strumenti possibili e non possono essere lasciati soli, per restituire dignità alle persone

Last modified: Luglio 17, 2026
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