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Intervista con lo scrittore Luigi Pruneti dopo la proiezione del film “Milarepa” di Louis Nero

Pisa (lunedì, 23 giugno 2025) — Venerdì 20 Giugno alle ore 21, presso il Cinema Multisala Odeon di Pisa, c’è stata la proiezione serale del film Milarepa del regista Luis Nero; una pellicola dedicata all’introspezione, alla consapevolezza e alla pazienza di voler cambiare se stessi in meglio, acquistando una luce e un equilibrio nuovo.

di Melania Pulizzi

Ambientato nel futuro, in una terra post-apocalittica, la protagonista Mila cerca di riscattare la sua famiglia imparando arti magiche che la porteranno in un susseguirsi di azioni vendicative gravissime tanto da farlo cadere in un abisso, dal quale però ad un certo punto sente di voler riemergere e redimersi, pentendosi di ciò che aveva commesso fino a quel momento. Mila, si rivolge al monaco buddista Marpa e, tramite i suoi durissimi insegnamenti, riesce a intraprendere un percorso iniziatico, fatto di sacrifici perdurati per 6 anni, prima di arrivare all’elevazione finale. Nella pellicola cinematografica, il regista Louis Nero ha scelto di far interpretare il protagonista maschile Mila della biografia originale, ad una figura femminile, racchiudendo in se spunti interessantissimi per ognuno di noi, ma ancora di più per le nuove generazioni, sempre più bisognose di capire il valore della conoscenza di se e degli altri, attraverso un silenzio introspettivo e l’ascolto verso gli altri, per comprendere il senso delle proprie azioni sbagliate e quale sia il percorso migliore da intraprendere per uscirne, nel tempo, attraverso dei sacrifici, anche quando apparentemente niente sempre cambiare.

Trasportando tutto ad oggi, ognuno di noi può essere Mila: ognuno di noi corre veloce, senza fermare lo sguardo sulle proprie azioni, ma solo allo schermo di uno smartphone, scrollando post e video alla ricerca di un mondo che, non offrendoci abbastanza, speriamo possa offrirci ciò che ci serve nel surplus di stereotipi che inconsciamente creano un circolo vizioso, oscuro, che tende a imprigionarci sempre di più; ognuno di noi può somigliare a Mila, in una società dove ancora molti uomini, purtroppo, non vedono la donna come “simbolo universale”, come colei da cui nasce la vita e a cui portare rispetto, bensì il bersaglio della propria vendetta, per ipotetici “torti” subiti.

Alla luce di questi legami tra il film e la società contemporanea, ho chiesto al saggista e scrittore Prof. Luigi Pruneti, presente alla proiezione del film, cosa potrebbe stimolare l’adolescente Mila di oggi, possessore di tutto, fragile e pericoloso per se stessa e per gli altri, a riflettere, a meditare, su quale sia la strada giusta da prendere, per raggiungere l’equilibrio con se stessa e con gli altri, seguendola con tenacia, perseveranza, sofferenza, sacrificio, anche non vedendo risultati immediati in una società odierna del “tutto e subito”? “Ci troviamo in una situazione molto difficile perchè non solo ci viviamo in una società che pretende tutto e subito, ma è fortemente agonistica, c’è una contrapposizione dell’uno e dell’altro, vita mea mors tua, questo è un po’ il verbo che esiste oggi; ricordiamo che abbiamo perso il senso della collettività, il senso del gruppo, ci troviamo immersi in una sorta di isolazionismo assoluto e totale, ognuno contro tutti, ognuno alla conquista di tutto; il senso della comunità è stato sostituito da quello che i sociologi francesi chiamano il tribalismo, grandi tribù che spesso è possibile trovare sulla rete e che trasmettono all’uomo un senso di appartenenza che l’uomo stesso sente di dover avere”.

E quindi come si può combattere tutto questo? “Volendo possiamo anche non combatterlo, però ci si trova davanti ad una fragilità esistenziale assoluta, i giovani di oggi sono spesso molto fragili, psicologicamente e socialmente, da tutti i punti di vista, proprio perchè vivono in una condizione nella quale non sono riusciti a costruire e comprendere la propria identità, mancano di una propria identità precisa e completa. In questo, Milarepa è un film estremamente formativo, insegna che il male non porta assolutamente a niente; come diceva Nietzsche se uno guarda a lungo dentro l’abisso, l’abisso guarda dentro di te, si diventa una vittima del male stesso, ci vuole pazienza e attesa nella vita, perseverare, avere la volontà di andare avanti nonostante le difficoltà, prove che una volta superate ti temperano sempre di più e ti permettono di superarne altre ancora e di essere sempre più forgiato come uomo e come donna; infine l’unica vera luce ti consente di vedere come un atto d’amore gli altri, la luce del cuore e della mente; se entrambe risplendono dentro di te, tu sei un uomo e una donna veramente capaci di sostenere il modo positivo la prova dell’esistenza”.

Alla fine del film ho rivolto alcune domande anche a qualche persona del pubblico presente in sala, chiedendo cosa l’avesse incuriosita/o a venire a vedere il film, che sensazioni le/gli può aver lasciato e se lo farebbe vedere ai suoi figli o nipoti: la risposta è stata unanime; ovvero che la curiosità è stata stimolata dalla trama del film, ma soprattutto dalla presenza del Prof. Luigi Pruneti, per il suo sapere e la sua cultura, oltre che per essere stato il mentore di un percorso di iniziazione, vissuto da qualche spettatore direttamente sulla sua pelle. Assolutamente consigliato come film, a tutte le generazioni”.

Direi che possiamo concludere la visione di questo film dal profondo messaggio e dal particolare incontro, con la consapevolezza che il sacrificio e la pazienza, possono portarci da una barca in tempesta alla riva. 

Last modified: Giugno 23, 2025
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