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Crisi internazionali e artigianato. Casartigiani Pisa lancia l’allarme: “Bilanci delle PMI sotto pressione”

PISA – Il tessuto produttivo e artigianale della provincia di Pisa si trova ad affrontare una delle fasi più complesse della sua storia recente. Le tensioni internazionali e i conflitti globali non sono più dinamiche distanti, ma variabili macroeconomiche che incidono direttamente sui bilanci delle piccole e medie imprese del territorio.

A lanciare l’allarme è Andrea Galli, presidente provinciale di Casartigiani Pisa, in occasione della presentazione del rapporto sulle crisi internazionali commissionato a Michele Palamara, docente dell’Università di Pisa. L’iniziativa, dal titolo Riflessi delle crisi internazionali sull’artigianato toscano e sulle Pmi del nostro territorio, si è svolta nei giorni scorsi a Villa Baldacci, sede di Zurich Bank spa.

Viviamo momenti pieni di incognite che stanno sfaldando l’ordine mondiale conosciuto fino ad ora”, spiega Galli, sottolineando come rincari energetici, calo degli ordini e contrazione delle commesse stiano comprimendo occupazione e redditi.

Nonostante la gravità della situazione, il presidente di Casartigiani evidenzia “il grande valore sociale dimostrato dalla classe imprenditoriale locale, che ha scelto di non ridurre il personale pur ricorrendo agli ammortizzatori sociali”. Per Galli, l’unica via d’uscita passa anche da una maggiore integrazione dell’Unione Europea, perché i singoli Stati nazionali europei non possono reggere da soli la competizione con le maggiori potenze economiche mondiali.

I dati della Commissione bilaterale provinciale, relativi al periodo luglio 2025-gennaio 2026, mostrano un quadro severo: 101 imprese artigiane coinvolte e 819 dipendenti interessati. Il comparto moda, in particolare calzaturiero e pelletteria, rappresenta l’epicentro della crisi, con 76 aziende colpite, concentrate soprattutto nei comuni di Santa Maria a Monte, con 24 imprese, Santa Croce sull’Arno, con 21, e Montopoli in Val d’Arno, con 21.

A pesare sul distretto del cuoio, che genera il 98% del cuoio da suola nazionale, è soprattutto la forte dipendenza dai mercati esteri.

Tre conflitti attivi simultaneamente stanno impattando la Toscana”, spiega il professor Palamara, evidenziando come i dazi Usa al 15% sulla pelletteria stiano già frenando gli ordini in tempo reale.

A questo si aggiunge lo shock energetico causato dal blocco dello stretto di Hormuz, che ha fatto impennare il gas Ttf del 74% e il petrolio Brent del 48%.

“Per il distretto conciario pisano – conclude Palamara – rincari di questa portata azzerano i margini e rendono impossibile formulare preventivi affidabili per il futuro”.

Di fronte a una crisi che mette a rischio tra i 15mila e i 18mila posti di lavoro nelle Pmi toscane della moda, Nicola Niccolini, vicepresidente di Casartigiani, richiama alla concretezza.

L’imprenditoria artigiana non può più attendere – afferma –. Servono decisioni rapide ed efficaci, oltre a una ritrovata stabilità internazionale. Come Casartigiani non ci interessano gli slogan vuoti, ma risposte stringenti ai problemi quotidiani dei nostri associati”.

Per difendere il modello produttivo, gli esperti indicano alcune possibili direttrici: diversificare i mercati verso l’Asia emergente, aggregare le filiere e presidiare il valore del marchio.

All’incontro hanno partecipato istituzioni e vertici di categoria, tra cui il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini, il vicesindaco di San Giuliano Terme Francesco Corucci e il presidente regionale di Casartigiani Paolo Ribechini.

Sul valore strategico dell’iniziativa è intervenuto anche il coordinatore dell’associazione, Roberto Biondi.

Le congiunture internazionali hanno ricadute pesantissime, a volte letali, sulle imprese – ha concluso –. Dobbiamo capire a fondo questi scenari per costruire anticorpi a difesa di artigiani e Pmi, un tessuto che in Italia rappresenta oltre il 90% delle realtà aziendali”.

Last modified: Giugno 8, 2026
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