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Coltano, le opposizioni: “Su rifiuti e campo rom servono prevenzione, controlli e un progetto chiaro”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa congiunto del Partito Democratico, Sinistra Unita per Pisa e La città delle persone.

La Seconda commissione consiliare, su iniziativa delle opposizioni, sta portando avanti un’istruttoria su Coltano per approfondire, attraverso audizioni e confronti con uffici e assessori competenti, le principali criticità che interessano l’area.

I gruppi Partito Democratico, Sinistra Unita per Pisa e La città delle persone spiegano che, in una prima fase, sono stati ascoltati l’assessore Buscemi e la dirigente dell’Istituto Comprensivo Gamerra, Carella, sul diritto allo studio dei bambini e delle bambine di etnia rom residenti a Coltano e sulle difficoltà legate ai trasporti scolastici. La commissione su questo tema sarà aggiornata a settembre. Successivamente è stato affrontato il nodo dell’abbandono dei rifiuti e delle bonifiche, con la convocazione dell’assessora all’ambiente Elena Del Rosso.

Secondo quanto riportano le opposizioni, Del Rosso avrebbe evidenziato come il Comune abbia già speso circa 200mila euro per rimuovere 123 tonnellate di rifiuti, molti dei quali speciali e pericolosi, sostenendo che “per quest’anno basta spese” e lasciando intendere che non sia più possibile continuare a destinare risorse pubbliche alle bonifiche.

Una ricostruzione che, per i tre gruppi, rischia di trasmettere un messaggio pericoloso. «Quasi che il problema siano i residenti di Coltano e il costo che essi comportano per la collettività. Colpisce, inoltre, il continuo richiamo ai “soldi dei pisani”, come se gli abitanti di Coltano non fossero anch’essi cittadini che hanno diritto agli stessi servizi e alla stessa tutela dell’ambiente».

Per le opposizioni, però, questa narrazione sarebbe smentita dai fatti. Nei giorni scorsi, ricordano, è stato reso noto che i responsabili di uno degli ultimi abbandoni di rifiuti nel Bosco degli Allori sono stati individuati e sanzionati dai guardiaparco: si trattava di rifiuti edili provenienti da demolizioni, scaricati da soggetti esterni al campo.

«Un episodio – sottolineano PD, Sinistra Unita per Pisa e La città delle persone – che conferma quanto il Comitato per la difesa di Coltano sostiene da anni: attribuire automaticamente gli abbandoni ai residenti del campo è una semplificazione che non trova riscontro nella realtà».

Il punto centrale, secondo le opposizioni, è l’assenza di una strategia complessiva. Alla richiesta di conoscere quali ulteriori azioni siano previste oltre alle periodiche bonifiche, sostengono i gruppi, non sarebbe stata illustrata alcuna programmazione: «Nessun piano di prevenzione, nessun rafforzamento dei controlli, nessun coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti».

«Noi riteniamo invece che sia proprio questo il compito della politica – proseguono –. L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno complesso e richiede una risposta altrettanto complessa, capace di mettere attorno a un tavolo Geofor, Polizia Municipale, servizi sociali, Parco, forze dell’ordine e tutti gli altri soggetti coinvolti. Limitarsi a intervenire quando la discarica è già formata significa inseguire il problema senza mai affrontarne le cause».

Per questo le opposizioni hanno chiesto un aggiornamento dell’argomento in commissione alla presenza degli attori principali: Geofor, Polizia Municipale, Ente Parco, assessora e uffici.

I gruppi chiedono però di tenere distinto il tema ambientale da quello relativo al futuro del campo rom di Coltano. Durante le audizioni, spiegano, sarebbe stato più volte evocato un possibile superamento dell’attuale modello di ospitalità della comunità rom, senza però chiarire contenuti, obiettivi o tempi.

«Proprio per questo abbiamo chiesto la convocazione di una nuova commissione con l’assessora Bonanno. Vogliamo capire quale sia il progetto dell’amministrazione per il futuro del campo e della comunità che vi risiede».

Per Partito Democratico, Sinistra Unita per Pisa e La città delle persone si tratta di due questioni diverse, che devono restare distinte: da una parte il problema ambientale e di legalità, da affrontare con prevenzione, controlli e coordinamento; dall’altra il tema delle politiche di inclusione e accoglienza, che richiede trasparenza, confronto e scelte motivate.

«Confondere i due piani – concludono – significa non dare una risposta efficace né all’uno né all’altro».

FOTO DI ARCHIVIO.

Last modified: Luglio 14, 2026
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