PISA- Cresce la preoccupazione tra centinaia di residenti – inquilini e proprietari, molti dei quali alloggiati negli edifici APES – per l’avvio dei lavori nell’area verde compresa tra Piazzale Genova e Piazzale Amalfi, nel quartiere di Porta a Lucca. Dal 4 agosto sono cominciati gli interventi di rimozione del manto erboso e dei marciapiedi, appena pochi giorni dopo l’approvazione della delibera comunale n. 22 del 14 luglio 2025, che sancisce il passaggio delle aree verdi dei piazzali Genova, Amalfi, Ravenna, Venezia e Sicilia al demanio stradale.
La cosiddetta “riqualificazione ambientale” prevista dal Comune prevede tagli e potature di decine di alberi, suscitando forti critiche da parte degli abitanti. La zona tra via Piave e via Rindi è considerata un polmone verde prezioso, circondato da condomìni abitati da famiglie, studenti e anziani. I piazzali sono vissuti ogni giorno come luoghi di socialità, gioco e incontro: funzioni che rischiano ora di essere compromesse da un intervento percepito come imposto dall’alto, privo di un vero percorso partecipativo.
Già a marzo scorso, circa 80 proprietari erano stati convocati per un tentativo di mediazione sull’acquisizione delle aree, tutte private ma da tempo a uso pubblico. In quella sede è emersa con forza la contrarietà al progetto. Una delle dichiarazioni rilasciate sottolineava: “Viviamo in una zona tranquilla, vicina al centro ma lontana dal traffico. Gli alberi non sono un problema, ma una risorsa. Tagliarli significa solo impoverire l’ambiente e la qualità della vita. Nessuno ci ha davvero ascoltati. Ci servono manutenzioni vere, non più asfalto e parcheggi.”
Gli effetti dell’intervento sono già tangibili: tra marzo 2024 e oggi sono stati abbattuti tre pini e otto lecci in Piazzale Genova, oltre a due pini in Piazzale Sicilia. Tutti alberi in buono stato, per i quali sarebbe stato possibile un monitoraggio anziché la rimozione. Le conseguenze ambientali si sono fatte sentire: la scorsa estate, in assenza del verde, Piazzale Genova ha raggiunto temperature fino a 10 °C superiori rispetto ad altre zone alberate del quartiere, con perdita netta dei benefici ecosistemici di ombreggiamento, raffrescamento e qualità dell’aria.
Ad oggi, i residenti non hanno ancora ricevuto rassicurazioni ufficiali su quale sarà l’aspetto finale dell’area una volta conclusi i lavori. Cresce dunque il timore che il progetto, proseguendo, possa peggiorare ulteriormente la situazione ambientale e sociale, cancellando un patrimonio verde prezioso e sostituendolo con cemento e infrastrutture che la cittadinanza non ha richiesto.
In assenza di un confronto vero e di un piano trasparente, il rischio – denunciano i cittadini – è che l’acquisizione al demanio stradale si traduca in una perdita secca per la comunità, senza alcun beneficio concreto in cambio.
Last modified: Agosto 7, 2025

















