PISA – Può un libro far sorridere e, allo stesso tempo, offrire strumenti clinici per comprendere una neuro divergenza complessa come l’Alto Potenziale Cognitivo? La risposta arriva da L’Asino che ragliava meglio, il nuovo libro di Andrea Magini, che propone un approccio originale e fuori dagli schemi alla plusdotazione.
Il volume non è soltanto il racconto di una vita vissuta “fuori giri” – tra scrittura, musica, teatro e televisione – ma si struttura come un vero e proprio percorso terapeutico. Una doppia anima che rende il libro un unicum nel panorama editoriale: da un lato una narrazione ironica e tagliente, dall’altro un’analisi clinica che accompagna il lettore nella comprensione dei meccanismi della neurodiversità.
Il testo alterna il racconto autobiografico alle “Chiavi di lettura cliniche”, che spiegano, capitolo dopo capitolo, il funzionamento del cervello ad alto potenziale: dal pensiero arborescente all’ipersensibilità emotiva, fino alle difficoltà relazionali e professionali spesso associate a questa condizione.
Elemento centrale del libro sono i “Tools”, strumenti pratici nati durante il percorso terapeutico dell’autore, come il Freno a Mano Sociale o la Regola del 30%. Non semplici consigli, ma strategie validate clinicamente, pensate per aiutare chi vive con un cervello “ad alte prestazioni” a muoversi in modo più sicuro e sostenibile nella quotidianità.
Magini ha scritto il libro dopo una diagnosi tardiva, ottenuta in età adulta attraverso test standardizzati. «Per cinquant’anni ho pensato di essere un asino che ragliava più forte degli altri – racconta –. La diagnosi e la terapia mi hanno dato finalmente una mappa per orientarmi. Questo libro è un invito a smettere di colpevolizzarsi e a iniziare a conoscersi davvero».
Un’opera che unisce racconto, ironia e rigore scientifico, aprendo una nuova strada nel modo di parlare di plusdotazione e salute mentale.


















