PISA – “Sono sempre più insistenti le voci e le preoccupazioni di cittadine e cittadini e degli esercenti commerciali del quartiere Santa Marta sulla possibile apertura di un punto vendita di una catena della grande distribuzione nei locali fino a poco tempo fa occupati da una banca all’angolo fra via Santa Marta e Lungarno Buozzi“, lo afferma Una Cittò in Comune in una nota stampa.
“Per questo abbiamo presentato un question time in consiglio comunale per capire meglio la situazione e se ad oggi il Comune ha rilasciato qualche autorizzazione per i lavori all’interno di quell’immobile. La risposta è che ad oggi non vi sono richieste in tal senso, anche purtroppo sappiamo che questo può significare poco. Abbiamo dunque chiesto che l’amministrazione comunale dica con chiarezza che non autorizzerà eventuali cambi di destinazione d’uso per quei locali“.
“In questi anni sono stati aperti numerosi punti vendita da parte di aziende della grande distribuzione, in particolare nel centro storico, con effetti fortemente impattanti in modo negativo sulle attività di vicinato e del piccolo commercio. A fronte di questo contesto, invece, proprio quella zona, da via Garibaldi fino al lungarno, si è caratterizzata, in controtendenza a quanto sta avvenendo nel centro della città, come un’area di resistenza e ripresa di piccole e medie attività commerciali e artigianali, di vendita di prodotti di qualità e a filiera corta. Da sempre contestiamo un modello economico del settore commerciale improntato ad un’idea di consumo che provoca solo desertificazione del tessuto del piccolo commercio locale di prossimità e di qualità, che distrugge la qualità del lavoro e si basa su una gestione della filiera del cibo che strangola i piccoli produttori e ostacola lo sviluppo della filiera corta (anche se poi in parte se ne giova per ragioni di marketing). Tutto questo avviene dopo che l’emergenza Covid19 ha ulteriormente messo in crisi il piccolo commercio favorendo invece la grande distribuzione: le liberalizzazioni che centrosinistra e centrodestra hanno portato avanti in questi anni avevano infatti già reso fragili i piccoli esercizi e ora ci mostrano le estreme conseguenze. Attenzione però: i Comuni possono contrastare la proliferazione di questo modello commerciale che distrugge le nostre città e impoverisce i loro abitanti. Il fatto è che si tratta come sempre di scelte politiche precise, riguardanti i precisi interessi che si vogliono difendere. Politiche che quasi mai vengono intraprese, guarda caso. Noi proponiamo politiche fiscali ed economiche a sostegno del commercio di prossimità in tutti i quartieri di Pisa, e uno stop alla proliferazione di punti vendita anche piccoli della grande distribuzione, ovunque essi vengano proposti. Ma le nostre proposte sono state tutte bocciate dalla maggioranza, e nel bilancio preventivo non c’è nemmeno un euro a favore di queste politiche. Al contrario si sta seguendo una politica che svuota ulteriormente il nostro centro storico con luoghi ad uso e consumo di turisti da spennare, dove precarietà e forme di lavoro non tutelate sono lo standard. Una politica che si accoppia molto bene a quella delle periferie dormitorio-centro commerciale. Il tutto a discapito di un commercio equo, sostenibile, di filiera corta, locale, che si integrerebbe invece con la qualità della vita, della socializzazione e del lavoro per la cittadinanza tutta“, conclude la nota.
Last modified: Dicembre 20, 2025

















