CASCINA – Si è tenuta giovedì 24 settembre, nella sede dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (APSP) Centro Residenziale “Matteo Remaggi”, la cerimonia ufficiale di posa della prima pietra del Progetto “Acqua e Disabilità”. L’iniziativa segna l’avvio di un intervento fondamentale per la struttura e per l’intera comunità, mirato ad abbattere ogni barriera fisica e sociale attraverso la realizzazione di uno spazio all’avanguardia interamente dedicato alla terapia e al benessere delle persone non autosufficienti. Con questo progetto, l’acqua diventa un elemento chiave per promuovere il movimento, la libertà e l’autonomia degli ospiti e degli utenti.

L’idea della piscina terapeutica dell’APSP Remaggi è partita nel 2022, quando fu sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ordine degli architetti per l’affidamento di un concorso di idee destinato alla realizzazione del progetto denominato “Acqua e disabilità”. Il percorso è giunto ora alla posa della prima pietra e i lavori termineranno in circa 12 mesi dal loro avvio. L’impegno dell’APSP Remaggi ha consentito di ottenere i finanziamenti necessari per la costruzione della struttura per un costo complessivo che si aggira intorno a 1,5 milioni di euro, grazie al contributo della Fondazione Pisa, dei Comuni della zona pisana, della Regione, e a risorse proprie.
All’evento hanno preso parte i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Cascina, il consiglio di amministrazione dell’APSP “Matteo Remaggi”, guidato dal presidente Giuseppe Cecchi, sindaci di zona, la Provincia, alcuni consiglieri regionali e la senatrice Ylenia Zambito. “Questa è una struttura che punta a dare risposta all’Area Pisana e anche oltre – ha detto il sindaco Michelangelo Betti –. È un servizio, quello della piscina terapeutica, che al momento nella nostra zona non è presente. Si tratta di un investimento importante che ha trovato anche il riconoscimento della Fondazione Pisa, per cui non si sono mossi solo gli enti pubblici ma anche un pezzo importante della società pisana. La Fondazione è infatti presente in vari ambiti e in vari progetti sociali e siamo contenti che il Remaggi abbia saputo convincere e intercettare risorse anche da quella direzione. Il percorso è partito da tempo, oggi si concretizza con la posa della prima pietra ed è una bella giornata per il Remaggi e per il futuro dei servizi dell’area pisana”.

Il presidente del CDA dell’APSP “Matteo Remaggi”, che ha ‘scavato’ la prima fossa dopo la benedizione dell’area da parte di don Luca Baù, non ha nascosto la soddisfazione nell’essere arrivati a questo momento dopo un lungo lavoro. “Siamo arrivati a una iniziativa simbolica ma molto importante per noi – ha detto Giuseppe Cecchi –, perché è l’avvio concreto di un programma di lavoro che abbiamo iniziato da un po’ di tempo, che ha visto coinvolti molti soggetti, istituzionali e non, e che consentirà la realizzazione di un presidio socio-sanitario pubblico che nella nostra zona, tra le più popolose della Toscana, non esiste. Non pensiamo sicuramente di risolvere tutti i problemi dei bisogni di salute delle persone, però questo sarà indubbiamente un contributo importante per favorire l’accesso alla riabilitazione in acqua da parte delle persone più fragili che ne avranno bisogno”. Due, per Cecchi, i motivi di soddisfazione. “Primo, il metodo. Perché questo lavoro ha coinvolto molti soggetti, con tutti i nove Comuni della zona pisana, l’ASL, la Regione, la Provincia. Ringrazio in particolare il Comune di Cascina che ci è stato vicino nella realizzazione del programma. Abbiamo cominciato con l’Ordine degli Architetti con il concorso di idee per avere delle idee su cosa e come realizzare questo intervento. A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione voglio poi ringraziare la Fondazione Pisa, che ci ha dato un grosso contributo non solo economico, ma anche di idee, di suggerimenti e di proposte per la realizzazione dell’opera. Infine abbiamo avviato confronti anche con le associazioni dei familiari che hanno persone che possono usufruire di questo servizio. Il secondo motivo è quello del merito, perché questa struttura sarà in grado di offrire due tipi di prestazioni: una più di carattere sanitario per patologie di natura prevalentemente ortopedica e neurologica e una per programmi di prevenzione, di mantenimento nei confronti di persone che hanno una patologia cronica, per i quali è importante avere interventi che mirino a innalzare i livelli di autonomia della persona, cercando di favorire gli interventi per la riduzione del dolore, per il rilassamento muscolare in un ambiente, l’acqua, caratterizzato dalla riduzione di gravità e dalla leggerezza, che è importante proprio per chi ha problemi anche da un punto di vista motorio”.
La piscina si colloca all’interno della RSA, ma non è ad uso esclusivo degli ospiti della RSA: sarà infatti a disposizione del territorio. “Fondazione Pisa – ha infine aggiunto Pascal Biver – è lieta di partecipare a questa giornata, che segna l’avvio del percorso verso la realizzazione di una struttura molto attesa. Le piscine per l’idrokinesiterapia del Centro Remaggi potranno offrire un importante servizio di riabilitazione per le persone con disabilità, rispondendo a un bisogno del territorio ancora privo di una risposta adeguata. La Fondazione sostiene il progetto con un contributo significativo, affinché questa struttura possa diventare un punto di riferimento per la comunità, dagli ospiti del Centro Remaggi agli utenti esterni, ampliando le opportunità di accesso e i benefici dell’intervento”.
Il progetto “Acqua e Disabilità” rappresenta dunque un importante passo in avanti nelle politiche di inclusione e socio-sanitarie del territorio, ponendo così le basi per un futuro più accessibile e attento alle esigenze di tutti.
Last modified: Settembre 24, 2026



















