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Ramalli e Trapani (Pd): “Un primo passo per fermare il progetto di via Maccatella e aprire una nuova fase di confronto con la città”

Piagge, la mozione di iniziativa popolare arriva in Consiglio comunale

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Dalia Ramalli, Consigliera comunale PD  e Matteo Trapani, Capogruppo PD in Consiglio comunale e Consigliere regionale PD.

Giovedì 24 settembre approderà in Consiglio comunale la mozione di iniziativa popolare per la salvaguardia dell’area delle Piagge e per la sospensione e revisione del progetto dell’area sportiva di via Maccatella.

La mozione, sottoscritta da tutte le forze politiche di opposizione, sarà presentata in aula dalla consigliera comunale del Partito Democratico Dalia Ramalli.

«Si tratta di un passaggio importante, innanzitutto per il valore della mobilitazione che ha accompagnato questa vicenda – dichiarano Ramalli e il capogruppo del Pd in Consiglio comunale e consigliere regionale Matteo Trapani –. Vogliamo ringraziare i comitati, le associazioni, i residenti e tutte le cittadine e i cittadini che hanno organizzato incontri, raccolto firme e portato nel dibattito pubblico proposte, dati e motivazioni concrete».

Secondo i due esponenti del Partito Democratico, la mobilitazione non si è limitata a esprimere contrarietà al progetto, ma ha posto una questione più ampia sul modello di città e sul valore attribuito al verde urbano, al suolo permeabile e alla partecipazione dei cittadini alle decisioni riguardanti i quartieri.

«L’area delle Piagge è uno dei principali sistemi di verde urbano di Pisa, un’infrastruttura sociale e ambientale importante non soltanto per il quartiere, ma per l’intera città. È un corridoio ecologico, un luogo di socialità e uno spazio capace di contribuire alla mitigazione delle ondate di calore. In un territorio fortemente urbanizzato, nel quale aumentano le superfici impermeabilizzate e il consumo di suolo, gli spazi verdi e permeabili rimasti devono essere preservati e valorizzati».

Per Ramalli e Trapani, l’approdo della mozione in Consiglio comunale deve tuttavia essere considerato un primo passo. La questione delle Piagge si inserisce infatti in una critica più generale al modello di sviluppo urbano portato avanti dall’Amministrazione e alle previsioni del Piano operativo comunale.

«Pisa avrebbe bisogno di più verde, di interventi seri contro le isole di calore, di una visione complessiva della mobilità sostenibile e di una pianificazione che non continui a rispondere ai problemi del traffico con nuovi parcheggi. Da una parte si riconosce il valore del verde e si parla di nuove alberature; dall’altra si continua a intervenire su aree verdi e permeabili senza inserirle in una strategia complessiva di adattamento climatico, tutela della biodiversità e qualità urbana».

Al centro della mozione c’è anche il tema della partecipazione. «Gli spazi di confronto nella nostra città sono stati progressivamente compressi, ma la vicenda delle Piagge dimostra che la cittadinanza sa ancora organizzarsi, elaborare proposte e trovare gli strumenti per far sentire la propria voce. La capacità di trasformare una preoccupazione locale in una discussione sul futuro della città rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva».

La mozione chiede quindi di sospendere e rivalutare le scelte compiute, restituire centralità alla tutela dell’area delle Piagge e coinvolgere preventivamente residenti, associazioni e realtà del territorio nella definizione delle possibili alternative.

«Adesso spetta all’Amministrazione ascoltare questa voce e trarne le conseguenze. Chiediamo che si fermino le decisioni calate dall’alto e che si apra una fase diversa, nella quale le scelte urbanistiche siano discusse con la città e valutate all’interno di una visione complessiva: più verde, meno consumo di suolo, mobilità sostenibile, spazi pubblici di qualità e quartieri vivibili. La mobilitazione della cittadinanza ha portato la discussione in Consiglio comunale; ora tocca all’Amministrazione dimostrare di saper ascoltare», concludono Ramalli e Trapani.

Matteo Trapani, foto di archivio.

Last modified: Settembre 23, 2026
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