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Conti in Fratelli d’Italia. Nardini: “Cadono gli equivoci, ora il centrosinistra costruisca un’alternativa alla destra”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’assessora regionale Alessandra Nardini sul passaggio del sindaco Michele Conti a FdI.

«Il passaggio di Michele Conti a Fratelli d’Italia chiude definitivamente due equivoci che vanno avanti da otto anni». Lo dichiara Alessandra Nardini, assessora regionale del Partito Democratico, intervenendo sulla scelta del sindaco di Pisa di aderire al partito di Giorgia Meloni.

Secondo Nardini, il primo equivoco riguarda il civismo del sindaco. «È sempre stato un uomo di destra e un politico con una storia di partito, da Alleanza Nazionale in poi. Non per niente Conti parla di “ritorno a casa”».

Il secondo, prosegue l’assessora regionale, riguarda l’immagine di Conti come figura centrista e moderata. «I partiti che ha scelto nei suoi cambi di casacca di questi anni sono stati la Lega di Salvini, Ziello e Ceccardi e oggi Fratelli d’Italia. Come può un moderato sentirsi a casa in partiti così? Tra l’altro Conti in Consiglio ha in maggioranza pure il partito di Vannacci. Alla faccia della moderazione».

Nardini critica anche il riferimento del sindaco al Piano Casa. «Sono rimasta stupefatta che, nel tessere le lodi del partito di Meloni e dell’azione di governo, Conti citi proprio il Piano Casa. Un sindaco dovrebbe conoscere l’emergenza abitativa che c’è e sa benissimo che le risorse e le azioni messe in campo dal Governo incideranno pochissimo».

Per l’assessora regionale, con la fine del primo mandato sarebbe venuta meno anche la spinta legata ai cantieri finanziati da risorse europee, regionali e dalle precedenti amministrazioni. «Cosa ha fatto questa giunta in concreto nel secondo mandato? Niente».

Secondo Nardini, la scelta di Conti riapre ora la partita politica cittadina. «Finalmente, chiusi questi equivoci, il centrosinistra plurale, civico e politico ha la grande responsabilità di mettere in campo un’alternativa convincente a questa destra-destra che ha governato Pisa travestita da civismo».

Un’alternativa, conclude Nardini, che dovrà essere fondata su programma e persone e proposta alla città «il prima possibile», perché Pisa avrebbe bisogno di risposte che l’attuale amministrazione «totalmente immobile» non starebbe dando: dal diritto alla casa alle tariffe locali, da una pianificazione moderna e sostenibile dell’urbanistica, del traffico e della sosta, fino ai servizi socio-sanitari e a una programmazione culturale adeguata.

Last modified: Luglio 14, 2026
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