Written by 7:06 am Pisa, Politica

POC, La Città ecologica presenta 33 osservazioni: “Piano illegittimo, serve una modifica radicale”

PISA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa de La Città Ecologica APS.

Dopo le tre osservazioni già presentate nell’ambito della procedura di VAS, La Città ecologica aps ha depositato nei termini altre 33 osservazioni al Piano Operativo Comunale di Pisa. Un lavoro articolato che, spiegano dall’associazione, ha richiesto un impegno approfondito per l’analisi della documentazione e il supporto dei consulenti.

L’associazione chiarisce di non essersi concentrata, almeno in questa fase, sulla pluralità delle singole scelte urbanistiche contenute nel POC, considerate in molti casi criticabili o opinabili, ma su aspetti ritenuti meno discrezionali: il rispetto delle norme nazionali e regionali, dei regolamenti regionali, il dimensionamento del Piano rispetto al Piano Strutturale Intercomunale e la congruenza, anche numerica, tra le previsioni contenute nei diversi documenti del POC adottato.

«Siamo giunti a una conclusione semplice – afferma La Città ecologica –: il POC così come è stato adottato è illegittimo e quindi non può essere approvato senza una modifica radicale e una sua riadozione».

Tra i punti sollevati dall’associazione figurano l’assenza della tabella di dimensionamento prevista dalla D.G.R. 201/2025, il mancato rispetto del D.P.G.R. 39/R/2018 e il mancato calcolo dettagliato del consumo di suolo che deriverebbe dall’attuazione complessiva delle previsioni del Piano.

Secondo i calcoli dell’associazione, definiti “prudenziali” e quindi “per difetto”, considerando solo nuovo residenziale, nuove strade, nuovi parcheggi e nuove aree esterne al territorio urbanizzato, il POC comporterebbe un consumo di nuovo suolo oggi permeabile pari a 163 ettari, equivalenti a 1.630.454 metri quadrati. Si tratterebbe, secondo La Città ecologica, di un incremento del 5,4% rispetto a tutto il suolo consumato nel Comune al 2024, pari a 3.033,4 ettari secondo il Rapporto Ispra 2025.

«Ormai la priorità non è più ridurre il consumo di suolo, ma ridurre il suolo consumato – sottolinea l’associazione –. Sembrano la stessa cosa, ma sono due cose completamente diverse».

Un altro capitolo riguarda il dimensionamento residenziale. La Città ecologica contesta incongruenze tra le superfici edificabili indicate nella Relazione illustrativa del POC e quelle che risulterebbero applicando i parametri di altezza massima e rapporto di copertura riportati nella Disciplina di Piano. Secondo l’associazione, mentre il Piano Strutturale prevede nuove edificazioni residenziali per 64.200 metri quadrati, pari a 642 appartamenti, la Relazione illustrativa del POC indicherebbe 36.063 metri quadrati, pari a 360 appartamenti, mentre l’applicazione dei parametri della Disciplina di Piano porterebbe a 97.865 metri quadrati di nuova superficie edificabile residenziale, pari a 979 appartamenti, valore superiore a quello previsto per l’intero Piano Strutturale.

L’associazione segnala poi criticità anche sul fronte degli standard urbanistici, sostenendo che il POC non conterrebbe un dimensionamento esatto e corretto secondo il D.M. 1444/68. Tra gli elementi evidenziati figurano le nuove aree a parcheggio previste, stimate in 248.275 metri quadrati, e la distribuzione delle nuove aree a verde attrezzato, con il 45% collocato nell’UTOE 10 Ospedaletto-Montacchiello.

Nelle osservazioni trovano spazio anche le questioni legate alle energie rinnovabili. La Città ecologica propone, tra le altre cose, la previsione di un parco fotovoltaico su discariche bonificate in località Croce al Marmo e contesta alcune norme della Disciplina di Piano che, a suo giudizio, introdurrebbero divieti o vincoli eccessivi all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, aggravando i costi per i cittadini invece di incentivare la transizione energetica.

Tra gli altri temi affrontati ci sono le zone produttive, le aree F, la rigenerazione urbana, l’area ex ospedale Santa Chiara, gli ambiti di intervento nelle zone A, la sede dell’associazione Newroz in via Garibaldi, viale D’Annunzio e la golena d’Arno, la depavimentazione e l’adattamento alla crisi climatica, gli impianti di distribuzione carburanti, la riduzione del vincolo cimiteriale, la tranvia e la mobilità elettrica nell’area vasta, l’area ex Motofides e le previsioni esterne al perimetro del territorio urbanizzato.

Particolare attenzione viene dedicata anche al mancato aggiornamento del Piano di classificazione acustica della città, indicato dall’associazione come ulteriore causa di improcedibilità all’approvazione del POC adottato.

Per La Città ecologica, il quadro complessivo delle osservazioni dimostrerebbe la necessità di fermare l’iter di approvazione e procedere a una revisione profonda del Piano. «Il POC così com’è non può essere approvato – conclude l’associazione – perché non è valutabile la sua conformità al Piano Strutturale e, quindi, la sua legittimità».

Last modified: Luglio 13, 2026
Close