Written by 9:10 am Pisa, Politica

Denunce per le mobilitazioni sulla Palestina, le realtà giovanili della sinistra pisana: “La solidarietà non si processa”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa congiunto delle realtà giovanili della sinistra pisana (Giovani Democratici, Unione Giovani di Sinistra, Network Giovani 5 Stelle, Giovani Comunisti) in solidarietà agli attivisti denunciati per le mobilitazioni a sostegno della Palestina e contro il genocidio.

“In quelle piazze, in quei cortei, in quelle occupazioni c’eravamo tutte e tutti. C’eravamo anche noi, realtà giovanili della sinistra pisana, insieme a migliaia di studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini che in questi mesi hanno scelto da che parte stare: dalla parte di chi non resta in silenzio davanti al genocidio del popolo palestinese”.

Si apre così la nota delle realtà giovanili della sinistra pisana, intervenute dopo la notizia delle denunce nei confronti di 54 persone per le mobilitazioni legate alla Palestina e alla Global Sumud Flotilla.

Oggi cinquantaquattro di noi sono colpiti da una denuncia – affermano –. Non li lasceremo soli. Colpirne cinquantaquattro per spaventarne migliaia è il meccanismo di sempre della repressione, e noi quel meccanismo lo conosciamo: si prende di mira chi espone il volto, chi prende parola, chi organizza, per insegnare a tutti gli altri ad avere paura. Non funzionerà”.

Secondo le realtà firmatarie, “criminalizzare la solidarietà con la Palestina e con la Global Sumud Flotilla serve a ridurre a problema di ordine pubblico una mobilitazione popolare, spontanea e necessaria, nata contro la guerra, contro il genocidio e contro la complicità politica, economica e militare del nostro Paese con il governo israeliano”.

Mentre Gaza viene rasa al suolo, mentre i bambini vengono uccisi a migliaia – proseguono – qui si indaga chi protesta”.

Nel comunicato viene richiamato anche il tema della militarizzazione del territorio.

Questa complicità ha un volto, anche a Pisa. Ce l’ha nella Leonardo, che produce e vende le armi con cui si fanno le guerre e i genocidi, mentre incassa profitti e si presenta come fiore all’occhiello del territorio. Ce l’ha nel progetto della base militare dentro il Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, l’ennesimo tentativo di militarizzare la nostra terra, di distruggere spazi pubblici e ambiente a favore delle logiche della guerra”.

Militarizzano le città, militarizzano la spesa pubblica, militarizzano persino il linguaggio – aggiungono – e poi processano chi dice no alla guerra”.

Le realtà giovanili della sinistra pisana collegano la vicenda anche al clima politico nazionale.

Anche a Pisa, come a Lucca, come a Carrara, tocchiamo con mano gli effetti del clima costruito dai decreti sicurezza e dalla stretta repressiva di un governo sempre più autoritario. Vogliono che manifestare costi caro, che ogni corteo lasci uno strascico di denunce, che la paura faccia il lavoro sporco. Vogliono movimenti silenziosi, piazze vuote, una gioventù che abbassa la testa. Non l’avranno”.

Saremo al fianco delle attiviste e degli attivisti denunciati in ogni sede, giudiziaria e politica, e in ogni piazza, fino al ritiro di tutte le denunce – concludono –. La nostra è una scelta di campo, ed è collettiva. Contro il genocidio, contro la repressione, contro la militarizzazione delle nostre vite. Eravamo in piazza, ci siamo ancora, e ci torneremo. Perché la solidarietà non si processa”.

Last modified: Giugno 9, 2026
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