PISA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’ Università di Pisa.
In relazione a notizie apparse sugli organi di stampa e a contenuti diffusi attraverso i canali social, l’Università di Pisa ritiene doveroso precisare che non sono state in alcun modo intraprese azioni legali nei confronti di manifestazioni per la pace o a sostegno del popolo palestinese in quanto tali.
L’Ateneo ricorda di aver già espresso, in più occasioni, posizioni chiare e inequivoche su entrambi i temi, sia attraverso dichiarazioni pubbliche sia mediante azioni concrete.
Le denunce contro ignoti presentate dall’Università riguardano invece esclusivamente ipotesi di reati comuni, in particolare fatti riconducibili a furto ed effrazione, che hanno interessato locali e beni dell’Ateneo.
Al fine di assicurare la massima trasparenza informativa, l’Università richiama un estratto del verbale della seduta del Senato Accademico del 13 ottobre 2025, nel quale il Rettore Riccardo Zucchi ha riferito quanto accaduto.
“Nel pomeriggio del 2 ottobre – si legge nel verbale – un gruppo di manifestanti è entrato a Palazzo Vitelli ed è poi penetrato nel Rettorato, che è stato occupato fino al 3 ottobre mattina. Segnala che l’evento è stato vissuto con una certa apprensione da parte del personale tecnico amministrativo presente in sede, visto il quantitativo di persone entrate. Sono state scardinate due porte e, a seguito dell’occupazione, risulta mancante un apparecchio elettronico”.
Nel verbale si legge inoltre che gli occupanti avrebbero dichiarato “l’università siamo noi”, espressione che, secondo il Rettore, delegittimerebbe gli Organi centrali. Zucchi ha anche osservato che alcuni post e immagini diffusi dagli occupanti “non contribuiscano alla causa ma, anzi, risultino di dubbio gusto e denotino una certa mancanza di rispetto della tragedia del popolo palestinese”.
Il Rettore ha quindi ribadito “la massima apertura alla discussione, purché non ci sia violenza”, sottolineando che “scardinare porte e portar via materiale dell’Università non sono atti tollerabili”.
Zucchi ha infine precisato di aver chiesto alla stampa di non etichettare gli occupanti come “studenti”, ricordando che gli studenti pisani sono circa 50mila e hanno rappresentanti regolarmente eletti, con i quali il dialogo è aperto, costruttivo e portato avanti nel rispetto del principio della non violenza.
“La disponibilità al dialogo – conclude il passaggio richiamato dall’Ateneo – non può essere interpretata come accettazione passiva di comportamenti contrari alla legge”.
Last modified: Giugno 9, 2026


















