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Stato calamità per il Monte Faeta. Zambito (PD): “Nuova interrogazione al Governo”

SAN GIULIANO TERME – A distanza di quasi due mesi dal devastante rogo che ha colpito i Monti pisani, distruggendo oltre 700 ettari di bosco e vegetazione, in particolare sul monte Faeta nel versante del comune di San Giuliano Terme, la senatrice del Partito democratico Ylenia Zambito torna a incalzare l’esecutivo Meloni con una nuova interrogazione a risposta scritta rivolta al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica e dell’agricoltura Pichetto Fratin e al ministro della Sovranità alimentare e delle foreste Lollobrigida.

Al centro dell’atto ispettivo, il silenzio e i ritardi del Governo nel decretare lo stato di calamità nazionale, una misura indispensabile per sbloccare i fondi d’emergenza e i ristori per i privati colpiti.

Nella prima metà maggio, in Parlamento, ho presentato un primo sollecito formale al Governo per chiedere la deliberazione dello stato di calamità – ha spiegato la senatrice Pd – ma dai Ministeri competenti, dopo oltre un mese, non è arrivato alcun segnale. Questo immobilismo prolunga una situazione di grave incertezza istituzionale ed economica per un territorio già storicamente ferito“. E la memoria va al drammatico precedente del 2018 a Calci e nei comuni limitrofi.

La parlamentare accende poi i riflettori sulle storie dei cittadini che hanno subito danni, citando il caso simbolo dell’abitazione distrutta di proprietà di un volontario antincendio che in quel momento era impegnato proprio a spegnere le fiamme.

Senza il riconoscimento dello stato di calamità da parte di Roma – ha affermato -, le famiglie che hanno perso la prima casa o i propri beni strumentali rimangono in una condizione di insostenibile abbandono economico. I Comuni non hanno le risorse nei bilanci ordinari per pagare i risarcimenti né per avviare le imponenti opere di bonifica e ripristino delle infrastrutture di protezione civile“.

C’è poi il nodo cruciale della sicurezza del territorio a breve termine. La totale distruzione della copertura arborea sul Monte Faeta espone i versanti a un elevatissimo rischio di dissesto idrogeologico.

Non c’è tempo da perdere, le piogge autunnali non sono lontane, senza interventi immediati di consolidamento dei terreni c’è il rischio concreto di frane e colate di fango a valle che minacciano l’incolumità pubblica: il Governo deve dire subito se e quando intende sbloccare queste risorse straordinarie“, ha concluso Zambito.

Last modified: Giugno 27, 2026
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