PISA – La crisi della Dumarey entra in una fase ancora più delicata. Dopo la comunicazione dell’azienda che prevede il licenziamento entro il 31 luglio di 35 lavoratrici e lavoratori in staff leasing, le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento di San Piero a Grado e di quello di Fauglia si fanno ancora più forti. Per questo il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Bruni e la consigliera comunale Maria Antonietta Scognamiglio hanno chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo affinché già nella seduta di giovedì possa essere discussa una mozione unitaria a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey, mentre i Giovani Democratici rilanciano la mobilitazione a fianco della vertenza.
«In questi giorni siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey. Questa mattina siamo stati davanti ai cancelli dello stabilimento e abbiamo marciato insieme a loro per chiedere il ritiro dei licenziamenti. Crediamo che tutte le istituzioni debbano attivarsi immediatamente, perché perdere una realtà industriale come Dumarey significherebbe mettere a rischio non solo decine e decine di posti di lavoro, ma un pezzo fondamentale del tessuto produttivo del nostro territorio. La crisi dell’automotive e della metalmeccanica sta colpendo duramente anche la provincia di Pisa: dalla Dumarey alla situazione della Piaggio, emerge un quadro che non può più essere affrontato come una serie di episodi isolati. La difesa dell’occupazione industriale deve tornare ad essere una priorità politica per tutte le istituzioni e, in particolare, per il centrosinistra», dichiara Enrico Bruni.

Per Maria Antonietta Scognamiglio, «la notizia dei 35 licenziamenti annunciati dall’azienda entro il 31 luglio non rappresenta un fatto isolato, ma rischia di essere il primo passo di una ristrutturazione ben più ampia in un’azienda che occupa circa 850 persone e che costituisce una delle principali realtà manifatturiere del territorio. In questi anni la Regione Toscana ha sostenuto Dumarey con importanti risorse pubbliche proprio per salvaguardare produzione e occupazione. Oggi l’azienda dovrebbe assumersi la responsabilità di restituire al territorio ciò che ha ricevuto, ritirando i licenziamenti e riaprendo il confronto con la Regione e con le organizzazioni sindacali, per costruire insieme un percorso che garantisca il futuro produttivo dello stabilimento.»
Continua Scognamiglio: “Negli anni si è costruito un rapporto importante tra Dumarey, il territorio e le istituzioni. Attraverso percorsi condivisi, anche sostenuti dalla Regione Toscana, si è investito nella formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, creando competenze altamente specializzate che oggi rappresentano un patrimonio per tutta la provincia. Per questo chiediamo all’azienda un atto di responsabilità: non si possono disperdere professionalità costruite in anni di investimenti e collaborazione. Salvaguardare questi posti di lavoro significa salvaguardare un patrimonio industriale che in pochi possono vantare sul nostro territorio“
Sulla vertenza interviene anche Federica Sacco, segretaria comunale dei Giovani Democratici di Pisa: «Questa è una crisi che riguarda direttamente anche la nostra generazione. Quando un territorio perde industrie come Dumarey perde la possibilità di offrire ai giovani lavoro stabile, qualificato e tutelato. Il settore automotive e metalmeccanico rappresenta ancora oggi uno degli sbocchi occupazionali con le migliori garanzie contrattuali e sindacali. Se queste aziende chiudono o si ridimensionano, a tanti ragazzi e ragazze, soprattutto a chi dopo il diploma decide di entrare subito nel mondo del lavoro, rimangono quasi esclusivamente occupazioni nel turismo o nella ristorazione, spesso più precarie e meno tutelate.»
Bruni e Scognamiglio concludono: «Per questo abbiamo chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo affinché già giovedì il Consiglio comunale possa discutere la nostra mozione. Chiederemo al Comune di attivarsi immediatamente per ottenere il ritiro della procedura di licenziamento dei 35 lavoratori entro il 31 luglio, riportare l’azienda al tavolo di confronto con Regione Toscana e organizzazioni sindacali e salvaguardare la presenza di Dumarey sul nostro territorio. Chiederemo inoltre che la Regione Toscana avvii l’istruttoria necessaria per verificare il riconoscimento del territorio pisano quale area di crisi industriale complessa, perché quanto sta accadendo dimostra che non siamo di fronte a una singola vertenza aziendale, ma a una crisi che investe l’intero comparto manifatturiero della provincia. È il momento che tutte le istituzioni ne prendano piena consapevolezza e agiscano di conseguenza.»
Last modified: Luglio 21, 2026



















