Written by 6:25 pm Pisa, Politica

Comuni montani, approvata mozione in Consiglio regionale; Trapani (Pd): “Con riforma Calderoli pezzi della provincia pisana rischiano l’isolamento. Servono criteri più giusti”

Il Consiglio regionale ha approvato una mozione proposta dal gruppo Pd e sottoscritta da tutte le forze della maggioranza che impegna la Giunta a chiedere al Governo la revisione dello schema di Dpcm sull'”Elenco dei Comuni montani”. L’atto è stato approvato con il voto contrario delle forze di centrodestra

PISA – “Nella riforma sui comuni montani devono contare le persone, i servizi e le fragilità dei territori: i criteri di classificazione non possono basarsi esclusivamente su quota e pendenza. Per questo, con una mozione approvata in Consiglio regionale, chiediamo all’esecutivo nazionale di rivedere l’impostazione del provvedimento del Governo Meloni. L’obiettivo è evitare che criteri ‘secchi’, fondati solo su altitudine e pendenza, producano esclusioni ingiuste e penalizzino l’Appennino e la Toscana diffusa, con ricadute concrete sui servizi essenziali e sulle possibilità di investimento nei territori più fragili. Sul territorio pisano l’impatto rischia di essere immediato e pesante: fino a sette comuni della provincia di Pisa potrebbero perdere il riconoscimento di comune montano, con il paradosso di aree che hanno bisogno di maggiore sostegno – per distanza dai servizi, spopolamento e invecchiamento della popolazione – trattate come se la geografia fosse l’unico indicatore. Tra i comuni interessati ci sono Buti, Calci, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Volterra”. È quanto dichiara Matteo Trapani, consigliere regionale Pd, a seguito dell’approvazione della mozione in merito al Dpcm sui criteri per la classificazione dei comuni montani di cui alla legge 12 settembre 2025, n. 131 (“Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane”).

“La questione è al centro del confronto nazionale: nelle prossime ore è prevista la discussione tra le Regioni sullo schema di Dpcm. In precedenza, su richiesta delle Regioni e degli enti locali, l’esame del provvedimento era già stato rinviato in Conferenza Unificata per consentire ulteriori approfondimenti – continua Trapani –. Nel merito, la mozione indica una linea chiara: la montagna non è una riga su una cartina, ma è fatta di diritti, a partire da scuola, sanità e trasporti, di lavoro e di presidio ambientale”.

“In particolare, con l’atto approvato in Consiglio chiediamo l’adozione di indici ponderati e l’integrazione di criteri socio-economici accanto a quelli geografici – sottolinea Trapani – L’introduzione di correttivi territoriali per evitare discontinuità anomale e valorizzare aggregazioni come le unioni di comuni, garantendo coerenza nella gestione dei servizi; maggiori risorse e un rafforzamento del Fondo per la montagna, oltre a un monitoraggio costante per evitare ulteriori penalizzazioni ai comuni toscani”.

“Si tratta di un provvedimento di questo Governo poco conosciuto, ma destinato ad avere un impatto molto rilevante sul nostro territorio – conclude Trapani –. Si scelgono criteri rigidi, cancellando quelli sociali ed economici e riducendo tutto ad altezza e pendenza: così intere aree della nostra provincia rischiano di essere sempre più isolate. Noi chiediamo di cambiare questa impostazione e di investire davvero nelle aree interne: difendere la montagna significa difendere servizi, comunità e coesione territoriale, non fare classifiche astratte”.

Last modified: Gennaio 15, 2026
Close