La rapida espansione dell’intelligenza artificiale non sta solo rivoluzionando i modelli di business: sta trasformando anche la percezione dell’oro come asset strategico globale.
Secondo i più recenti dati del World Gold Council, la domanda totale di oro nel 2025 ha raggiunto livelli record in valore, sostenuta da flussi positivi negli ETF e dalla persistente domanda d’investimento. Il metallo prezioso continua inoltre a segnare nuovi massimi storici di prezzo — un segnale che riflette l’interesse crescente degli investitori in un contesto macroeconomico e tecnologico sempre più incerto.
di Emilia Beria d’Argentine
Questa tendenza trova una spiegazione chiara: la nuova economia dell’AI è fortemente dipendente da infrastrutture fisiche complesse, che introducono vulnerabilità strutturali. Più il digitale avanza, più si moltiplicano i rischi sistemici. Un mondo che sembra digitale, ma è fatto di strutture reali. Quando pensiamo all’intelligenza artificiale, immaginiamo algoritmi, modelli linguistici, reti neurali: un universo immateriale.
In realtà, questo mondo “nel cloud” esiste solo grazie a: data center ad altissima intensità energetica, semiconduttori avanzati prodotti in poche aree geografiche, reti di trasmissione dati che richiedono continuità assoluta.
La concentrazione produttiva dei chip, i costi energetici in crescita e la dipendenza da infrastrutture digitali espongono l’economia dell’AI a shock improvvisi, tensioni geopolitiche e possibili interruzioni di servizio.
Per questo motivo, una parte crescente degli investitori — anche provenienti dal settore tecnologico — sta affiancando all’innovazione un asset non correlato al rischio tecnologico: l’oro.
Le tre vulnerabilità chiave dell’economia dall’AI
- Energia
I data center richiedono quantità crescenti di energia elettrica. Se la rete è sotto pressione o i costi aumentano, l’intero ecosistema digitale ne risente. - Chip avanzati
La produzione è concentrata in pochissime aree del mondo. Eventi minimi — climatici, geopolitici o logistici — possono generare impatti globali. - Reti digitali e infrastrutture critiche
La digitalizzazione aumenta l’efficienza, ma rende il sistema più esposto a interruzioni: se il digitale si ferma, si ferma tutto.
Più il mondo diventa tecnologico, più cresce la domanda di qualcosa di non tecnologico, capace di resistere anche agli scenari più estremi.
L’oro come equilibrio tra innovazione e sicurezza
L’oro non dipende da energia elettrica, non può essere interrotto da un blackout digitale, non richiede infrastrutture per esistere.
È un bene rifugio riconosciuto universalmente, capace di attraversare epoche e cicli economici, e mantiene la sua funzione stabilizzatrice proprio nei momenti di trasformazione più profonda.
Nel nuovo paradigma dominato dall’AI, l’oro torna a essere: un contrappeso sistemico, un pilastro di stabilità finanziaria, uno strumento di protezione del valore indipendente dall’economia digitale.
È un ponte tra ciò che cambia e ciò che resta.
Fonti
- World Gold Council – Gold Demand Trends Q3 2025 https://www.gold.org/goldhub/research/gold-demand-trends/gold-demand-trends-q3-2025/
- World Gold Council – Gold Demand Trends (pagina generale) https://www.gold.org/goldhub/research/gold-demand-trends/
- OECD – Economic Outlook 2025 (AI & infrastrutture) https://www.oecd.org/content/dam/oecd/en/publications/reports/2025/12/oecd-economic-outlook-volume-2025-issue-2_413f7d0a/9f653ca1-en.pdf
- Corriere Comunicazioni – “Data center, le infrastrutture fisiche corrono sull’onda dell’AI” https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/data-center-le-infrastrutture-fisiche-corrono-sullonda-dellai/


















