CALCI – “Il Comune ha stabilito definitivamente che la sede del mercato di Calci non è via Roma e si assumerà tutte le responsabilità di una decisione che costerà posti di lavoro ai danni degli operatori ambulanti e penalizzerà inevitabilmente il tessuto commerciale del paese”. Non usa mezzi termini il coordinatore sindacale di Confcommercio Pisa Luca Favilli.
“Nell’ultima concertazione abbiamo preso atto della decisione della sindaca Ricotta e dell’assessore al commercio Labruzzo di spostare definitivamente il mercato in Piazza del Poggio, ma soprattutto dare un colpo mortale al mercato di Calci, condannato a sparire nell’indifferenza generale. Sicuramente in quella di un’amministrazione che ha voluto tirare dritta per la propria strada senza tenere minimamente conto delle richieste degli operatori, che hanno sempre sostenuto come la sola sede di via Roma potesse garantire al mercato di Calci una possibilità autentica di rilancio e di riscatto”.
“Oltre al danno la beffa” – prosegue Favilli – “perché oltre a togliere il mercato dal cuore del paese il Comune decide lo spostamento in Piazza del Poggio senza la fondamentale condivisione con gli ambulanti, in una collocazione dove avevano già denunciato perdite di fatturato in media del 40% e una significativa riduzione della clientela, sicuramente scoraggiata da una collocazione decentrata e poco visibile”.
“Lo spostamento equivarrebbe alla fine di un mercato che rappresenta un patrimonio economico e sociale per Calci e il suo tessuto commerciale, è conclamato che la delocalizzazione del mercato dal centro storico sia penalizzante per ambulanti e commercianti”.
“Per questo” – conclude Favilli – “siamo disponibili a discutere di un riassetto dei banchi che garantisca una disposizione omogenea e più uniforme sull’asse di Via Roma e Piazza Cavallotti senza penalizzare gli operatori e che tenga conto dell’assetto urbanistico. Non vogliamo lasciare niente di intentato per salvare il mercato e chiediamo alla sindaca e all’assessore al commercio un passo indietro. L’alternativa sarà l’inesorabile sparizione del mercato. In tutta la provincia di Pisa hanno chiuso i battenti 650 attività di commercio ambulante negli ultimi 6 anni e una maggiore attenzione delle amministrazioni sul tema è davvero il minimo che possiamo aspettarci”.
Last modified: Giugno 24, 2026


















