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San Marco in Calcesana, oltre un milione per il recupero: «Ora il Comune garantisca un futuro allo spazio»

PISA- Dopo la conclusione dei lavori nell’ex chiesa di San Marco in Calcesana, la sfida è garantire allo storico edificio un utilizzo stabile e continuativo. È quanto emerso dal sopralluogo svolto nella struttura, recuperata grazie a un investimento superiore a un milione di euro finanziato con risorse PNRR nell’ambito del programma PINQuA “Pisa THIS”.

«Recuperare questi immobili è positivo e necessario. Pisa possiede un patrimonio storico straordinario e gli investimenti pubblici devono restituire alla comunità edifici rimasti inutilizzati o esposti al degrado. La vera sfida, però, comincia adesso: restaurare l’involucro non basta, occorre attribuirgli una funzione e renderlo parte effettiva della vita cittadina».

Le prime testimonianze documentarie della chiesa risalgono al 1139. Nel Cinquecento l’edificio fu interessato da importanti lavori, durante i quali venne realizzato anche un altare di Giovanni della Robbia, oggi conservato nel Camposanto Monumentale. Definitivamente sconsacrato nel 1819, il complesso fu successivamente utilizzato come magazzino, autofficina, sede di attività commerciali e, dal 1877, come fonderia.

Il restauro ha valorizzato le tracce delle diverse fasi storiche. Durante i lavori sono emersi bacini ceramici, decorazioni medievali e i basamenti degli antichi altari laterali. Sul prospetto principale è stata mantenuta anche la grande apertura probabilmente realizzata durante l’utilizzo come fonderia.

L’intervento ha riguardato copertura, strutture lignee, murature, ambienti interni, impianti e accessibilità. L’immobile sarà concesso gratuitamente alla Fondazione Teatro di Pisa per ospitare laboratori, attività formative ed eventi culturali.

«Sarà importante verificare che questa destinazione si traduca in un utilizzo costante. L’esperienza dell’ex chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia dimostra che la partita non finisce con il cantiere: anche lì sono state investite risorse rilevanti, ma ancora oggi non appare sufficientemente chiaro quale sarà la funzione stabile dello spazio».

L’attenzione viene richiamata anche sui locali posti dietro l’area restaurata di San Marco, esclusi dall’intervento per ragioni economiche. Al Comune viene chiesto di programmarne il recupero attraverso successivi stralci e la ricerca di nuove risorse.

Durante il sopralluogo è stato inoltre segnalato il furto di alcuni terminali in rame installati lungo via Garibaldi. La proposta è di sostituirli recuperando la soluzione storica dei terminali in ghisa che un tempo caratterizzavano l’edificio.

«Ogni euro pubblico investito deve produrre non soltanto un edificio più bello e sicuro, ma un luogo vissuto e riconoscibile dalla comunità. San Marco in Calcesana ha cambiato funzione molte volte in quasi novecento anni: oggi abbiamo l’opportunità di scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Un patrimonio è davvero recuperato soltanto quando la città torna ad abitarlo».

Last modified: Settembre 10, 2026
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