PISA – In data odierna, 05/09/2026, il Comitato Difesa Alberi Pisa comunica alla stampa e a tutti i cittadini
di Pisa che la richiesta di sospensione urgente dell’abbattimento dei due pini secolari siti in Via da
Morrona prosegue.
Il Comitato ha provveduto ad inviare ufficialmente all’attenzione della Regione e Uffici Competenti, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Livorno e Pisa, e del Comune, nella persona del Sindaco, degli uffici competenti (Urbanistica, Edilizia privata e Mobilità urbana ed extraurbana; U.O Edilizia privata, Procedimenti sanatoria, SCIA, Condono; Protezione Civile), al Gruppo Carabinieri Forestale e al Nucleo Carabinieri Forestale, alla Questura e alla Polizia Municipale di Pisa la seguente documentazione:
- Segnalazione e richiesta di avvio della procedura di valutazione della monumentalità dei
due pini, e correlato sollecito al suo invio alla Regione, così da attivare automaticamente la
tutela preventiva degli alberi, tutti correttamente protocollati. Invitiamo l’Amministrazione
Comunale a considerare che, nonostante la segnalazione sia stata presentata in data 17/08/2026 e
l’iter procedimentale garantisca un termine massimo di 90 giorni per l’eventuale trasmissione alla
Regione, se il Comune nel frattempo permettesse l’abbattimento dei due pini avendo piena
conoscenza dal Comitato e dalla stampa della concreta possibilità che essi rispondano ai criteri per
essere iscritti nella lista degli Alberi Monumentali Italiani, manifesterebbe nella migliore delle
ipotesi negligenza, nella peggiore intenzionalità a procedere. - Esposto circa le violazioni di due sentenze, delle indicazioni contenute nelle strategie nazionali
a tutela della biodiversità e del Regolamento UE 2024/1991 “Ripristino natura” – recepito
dall’Italia a maggio di quest’anno e passato alla fase attuativa dal 2 settembre –, in virtù delle quali
l’Italia rischia di incorrere nella procedura di infrazione. Anche questi documenti sono stati
correttamente protocollati.
Comunichiamo inoltre che in data 01/09/2026 il Comitato ha consegnato fisicamente in originale
cartaceo esposto alla Procura della Repubblica di Pisa, correttamente protocollato, e avanzato
richiesta di appuntamento urgente con il Sindaco, che ci auguriamo calendarizzi un incontro
quanto prima, stante il rischio di abbattimento imminente dei due alberi.
La petizione “Salviamo i due pini storici di via da Morrona – Pisa” ha finora totalizzato circa 237
firme cartacee e 146 firme online, che verranno depositate al Comune nei prossimi giorni, a
testimonianza del fermo dissenso di una parte non trascurabile del quartiere interessato e
dell’intera città.
Ad oggi, sulla base della documentazione esaminata, il Comitato non è a conoscenza di perizie che
abbiano accertato una condizione di reale pericolosità dei pini legata alla stabilità o al rischio di
cedimento, né la sussistenza di problemi fitosanitari. Incidentalmente, rispondiamo alle eventuali
obiezioni che possano essere addotte affermando che: i danni a manufatti registrati nel 2024, dovuti
in parte anche all’obsolescenza delle infrastrutture pubbliche e private (marciapiede, muretto di
confine), erano moderati e reversibili, sono stati riparati a regola d’arte nella primavera del 2025 e si
trovano tuttora nelle condizioni di cui alla consegna dei lavori; che, superati i 70 anni d’età, la
produzione di pigne è nulla o quasi totalmente nulla, per cui il rischio di caduta è irrisorio se
rapportato al tempo; che l’intasamento delle grondaie è oggetto di concerto tra i proprietari, ma che
certamente non configura valido motivo per richiedere l’abbattimento.
Il Comitato chiede, quindi, che, prima di procedere con una scelta irreversibile, venga effettuata
una nuova perizia specialistica tecnico-botanica e fitoiatrica, del resto richiesta mediante
ordinanza comunale dalla stessa Protezione Civile nel luglio del 2025 e per l’accesso alla quale
ringraziamo la sensibilità e la collaborazione dimostrata da alcuni consiglieri comunali.
Al di là delle posizioni delle parti direttamente coinvolte, che forse non comprendono fino in fondo
i vantaggi di cui godono indirettamente grazie alla presenza salutare dei due pini, la vicenda pone
una questione di interesse pubblico. Alberi di queste dimensioni sono tutelati dal Regolamento del
Verde Urbano e da quello Edilizio, che impongono l’ottenimento dell’autorizzazione da parte del
Comune per un eventuale abbattimento; costituiscono un patrimonio ambientale e producono
benefici climatici, ecosistemici e sanitari per l’intera collettività. L’abbattimento comporterebbe
innanzitutto una perdita ambientale, per la quale si è provveduto all’iscrizione dei pini
all’interno del progetto Tree Tag e si attendono i risultati del calcolo del danno ecologico che
verrebbe causato alla comunità. Ad essa si aggiungono un danno patrimoniale, qualora la richiesta
di monumentalità venisse accolta, e, infine, un danno economico: studi sui pini domestici adulti
dimostrano che questi alberi possiedono un valore economico quantificabile, legato sia al valore
della pianta, sia ai benefici ecosistemici che essa fornisce, e che la loro sostituzione con giovani
alberi non è affatto in grado di compensarne la perdita nel breve e medio periodo. Il
meccanismo di compensazione prevede che un albero delle dimensioni di questi due pini venga
sostituito con almeno 40 alberi giovani, i quali, tuttavia, necessitano di risorse idriche ingenti e di
tempo per poter sperare, sempre che sopravvivano, di fornire gli stessi benefici ecologici dell’albero
adulto, lasciando la comunità letteralmente scoperta per anni. Ci preme evidenziare anche che, a
fronte dell’attacco massiccio che il pino domestico sta subendo da parte della cocciniglia tartaruga
(Toumeyella parvicornis) e della scarsa variabilità genetica che caratterizza la specie, il florido stato
vegetativo di questi due individui arborei potrebbe essere motivo per di studio da parte
dell’università per approfondire le caratteristiche di questi due esemplari e le ragioni di una così
straordinaria resistenza.
I timori sulla pericolosità di questi due magnifici alberi non trovano riscontro nelle perizie
effettuate da agronomi specialisti e non sono sufficienti a motivarne l’abbattimento. Come
Comitato, riteniamo che la cittadinanza debba essere sensibilizzata e aiutata a recuperare la
consapevolezza che il rischio zero di caduta per gli alberi non esiste, ma che il rapporto
costi/benefici pende tutto a favore di quest’ultimi, e soprattutto che dobbiamo tornare a dare
ascolto alle persone che si sono formate e specializzate nell’ambito interessato. La soluzione,
non per arrestare, ma per difendersi dall’ormai irreversibile cambiamento climatico, non è abbassare
gli scudi: pretendere potature non rispettose della pianta che rischiano di rendere (allora sì!) la
pianta pericolosa, ricoprire il suolo con pavimentazione impermeabile che necessariamente
costringe la pianta a romperla per non asfissiare, abbattere o eradicare preventivamente l’individuo
arboreo per l’esistenza di un remoto pericolo residuo. Se così fosse, si dovrebbe, per precauzione,
tagliare tutti gli alberi della città. Il che è assurdo! La vera soluzione, frutto dello stratificarsi di
più di vent’anni di lavoro, ci è stata già indicata due anni fa dal Regolamento “Ripristino
Natura”: depavimentare, decementificare, riforestare e, nel frattempo, fino al 2030, almeno
astenersi dal ridurre la copertura arborea in prospettiva di un suo accrescimento.
Tutto quello che il Comitato chiede al Comune e a tutte le Autorità competenti o che potrebbero
essere coinvolte per il loro ruolo nella questione è di tornare a praticare la ragionevolezza e il
buonsenso.
Nel frattempo, in attesa della consegna delle firme, vi invitiamo a tenervi aggiornati sulle nostre
pagine social, a prendere parte ai presidi futuri – che saranno puntualmente comunicati mediante
post sempre sulle nostre pagine fb e instagram – e a firmare online nel caso non lo aveste ancora
fatto e vi riteniate vicini alla causa.
Marco Biondi (PD) – “In qualità di consigliere comunale, credo sia doveroso ribadire un principio
molto semplice: gli alberi che non presentano problemi di stabilità o criticità fitosanitarie devono
essere tutelati, non abbattuti. In una fase storica nella quale il cambiamento climatico ci impone di
ripensare le nostre città, il verde urbano rappresenta una risorsa fondamentale per la qualità
dell’aria, la riduzione delle temperature e la vivibilità dei quartieri. Proprio per questo appare ancora
più difficile comprendere la scelta di procedere al taglio di due alberi adulti senza che, per quanto
risulta dalle perizie, siano stati evidenziati problemi statici, e prevedendo contestualmente una
piantumazione sostitutiva con piccoli alberi che non permetterebbero affatto una vera
compensazione ecologica. Prima di compiere una scelta irreversibile, credo sia necessario verificare
fino in fondo tutte le alternative possibili e avere un quadro completo degli atti e delle valutazioni
tecniche effettuate.”
Giulia Contini (UCIC) – “Abbiamo presentato un accesso agli atti per accertare il reale stato di
salute dei pini e capire i passaggi fatti dall’amministrazione. Proteggere gli alberi non dovrebbe
essere interesse di una parte politica, ma di chiunque governi i territori. Abbatterli senza una
comprovata e reale necessità sarebbe un grave danno per la città.




















