PISA – La conferenza stampa andata in scena lunedì 13 luglio nella sala stampa dell’Arena Garibaldi-Romeo
Anconetani non è stata soltanto l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo direttore sportivo
Leonardo Gabbanini e il nuovo allenatore Paolo Bianco.
di Sandro Cacciamano
È stata soprattutto la prima vera fotografia del nuovo Pisa Sporting Club, quello che dovrà raccogliere l’eredità di una stagione conclusa con l’amarezza della retrocessione e provare a costruire, con pazienza e competenza, un nuovo percorso. Ad aprire l’incontro con i giornalisti è stato il direttore generale Giovanni Corrado, che ha introdotto i due protagonisti della nuova area tecnica. Fin dai primi minuti si è respirata un’atmosfera serena, lontana dalle tensioni che inevitabilmente avevano accompagnato il finale della passata stagione. Nessuna promessa fuori luogo, nessun proclama, ma la sensazione condivisa di voler ripartire con idee chiare, equilibrio e una programmazione ben definita.
Paolo Bianco: poche parole, ma idee molto chiare. Paolo Bianco non è un allenatore abituato agli effetti speciali davanti ai microfoni. Il nuovo tecnico nerazzurro ha parlato con misura, scegliendo con attenzione ogni parola, ma trasmettendo allo stesso tempo sicurezza e competenza. Dalle sue dichiarazioni è emersa la figura di un allenatore pragmatico, convinto delle proprie idee e soprattutto intenzionato a costruire prima di tutto un gruppo. L’impressione è quella di un tecnico che preferisce il lavoro quotidiano ai grandi annunci, uno di quegli allenatori capaci di instaurare un rapporto diretto con i propri calciatori, comprenderne le caratteristiche e valorizzarne le qualità. Più che il singolo modulo o gli aspetti tattici, Bianco sembra voler mettere al centro le persone. È questo, probabilmente, uno dei suoi punti di forza: creare empatia con lo spogliatoio, responsabilizzare ogni giocatore e ottenere il massimo da ciascun elemento della rosa.
Gabbanini: competenza, metodo e voglia di costruire. Molto positiva anche l’impressione lasciata da Leonardo Gabbanini, alla sua prima uscita ufficiale davanti ai media pisani. Al di là delle dichiarazioni pubbliche, ho avuto anche il piacere di intrattenermi con lui in una breve conversazione a microfoni spenti. Ne ho ricavato l’immagine di un direttore sportivo preparato, concreto e con una chiara visione del lavoro che lo attende. Gabbanini ha evitato qualsiasi sbilanciamento sul mercato, come è giusto che sia in questa fase, ma dalle sue parole traspare una forte determinazione nel costruire una squadra competitiva e sostenibile. La sensazione è quella di un dirigente che non vuole rincorrere nomi altisonanti, ma scegliere profili funzionali alle idee dell’allenatore e al progetto della società. I primi movimenti di mercato sembrano confermare questa linea. Gli arrivi ormai imminenti di Tommaso Marras e Giuseppe Leone rappresentano due investimenti su calciatori giovani, di prospettiva ma già pronti per affrontare il campionato di Serie B. È probabile che il mercato nerazzurro sia appena entrato nella sua fase più intensa e che nelle prossime settimane possano arrivare altri rinforzi destinati a completare una rosa ancora in fase di costruzione.
Giovanni Corrado: serenità e fiducia nel progetto. Anche il direttore generale Giovanni Corrado ha affrontato la conferenza con il consueto stile pacato che lo contraddistingue. Alle numerose domande dei giornalisti ha risposto senza mai perdere equilibrio, dimostrando fiducia nel lavoro della società e nella nuova struttura tecnica. Le sue parole hanno trasmesso la sensazione di una dirigenza consapevole delle difficoltà che la Serie B presenterà, ma allo stesso tempo convinta di avere imboccato la strada giusta. La scelta di affidare l’area tecnica a Paolo Bianco e Leonardo Gabbanini nasce proprio dalla volontà di costruire un progetto duraturo, fondato sulla programmazione piuttosto che sull’improvvisazione.
Morgex sarà il primo banco di prova. Un altro tema affrontato durante la conferenza è stato il ritiro estivo di Morgex. Al momento non sono stati forniti numeri ufficiali, anche se si ipotizza una lista di circa trenta convocati. Anche sotto questo aspetto società e staff tecnico hanno preferito mantenere il massimo riserbo, segno che alcune valutazioni sono ancora in corso e che il mercato potrebbe modificare la composizione della rosa fino agli ultimi giorni prima della partenza.
Il punto. Al di là delle singole dichiarazioni, ciò che più mi ha colpito è stato il clima respirato all’Arena
Garibaldi. Dopo una retrocessione così dolorosa era normale aspettarsi un ambiente ancora appesantito dalle
delusioni. Invece ho visto una società compatta, dirigenti che parlano la stessa lingua e un allenatore
che trasmette serenità e idee precise. Naturalmente saranno il campo e i risultati a dare le prime risposte, ma il nuovo Pisa sembra aver ritrovato quella programmazione che negli ultimi anni aveva rappresentato uno dei suoi punti di forza. La strada sarà lunga e la Serie B non concede sconti a nessuno. Tuttavia, se il clima visto oggi saprà trasformarsi in lavoro quotidiano e i nuovi acquisti confermeranno le aspettative, il Pisa potrà
davvero gettare le basi per aprire un nuovo ciclo. Per una società che vuole tornare stabilmente ai vertici del calcio italiano, il primo passo è proprio questo: costruire un progetto credibile, prima ancora di inseguire i risultati. E la conferenza di oggi ha lasciato la sensazione che questa sia la direzione intrapresa.



















