PONTEDERA- Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Futuro Nazionale Pontedera.
«Ancora una rissa, ancora violenza e caos nella zona della stazione di Pontedera. Botte, tensione e sassi lanciati contro le attività commerciali: l’ennesimo episodio che dimostra come il problema della sicurezza non possa più essere ignorato». A intervenire è Futuro Nazionale Pontedera, che torna a chiedere provvedimenti per contrastare le situazioni di degrado e illegalità.
«La domanda che rivolgiamo all’Amministrazione comunale è semplice e brutale: dobbiamo forse aspettare il morto prima di intervenire seriamente? Quanto deve ancora peggiorare la situazione perché qualcuno si renda conto che Pontedera non può essere amministrata pensando soltanto a eventi, manifestazioni e passerelle?».
Secondo il movimento, mentre il Comune organizza iniziative, cittadini, commercianti e lavoratori devono fare i conti con una crescente sensazione di insicurezza. «Una città non è sicura perché organizza eventi, ma quando i suoi cittadini possono vivere, lavorare e camminare per le strade senza paura».
«Noi di Futuro Nazionale Pontedera non resteremo a guardare. Ci stiamo organizzando per essere sempre più presenti sul territorio, incontrare le persone, ascoltare i cittadini e stare concretamente al loro fianco. Vogliamo essere una presenza reale accanto a chi oggi si sente abbandonato e trasmettere ai pontederesi un messaggio chiaro: non siete soli».
Futuro Nazionale ribadisce inoltre uno dei punti centrali della propria proposta politica, quello della “remigrazione”: «Nel rispetto della legge, chi non ha titolo per rimanere nel nostro Paese e chi non rispetta le regole della convivenza civile deve essere allontanato».
«Non possiamo continuare a ignorare i problemi per paura di affrontarli. La sicurezza non è né di destra né di sinistra: è un diritto dei cittadini. Meno passerelle e propaganda, più sicurezza e legalità. Se le istituzioni continueranno a non ascoltare il grido dei cittadini, Futuro Nazionale Pontedera sarà presente sul territorio, al fianco della propria comunità, perché nessuno debba sentirsi solo o abbandonato».
Last modified: Settembre 2, 2026



















