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CBD e oli vettore: ecco cosa sapere

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei vantaggi dell’olio vettore. Tra i principali, rientra il fatto di consentire una gestione più semplice del dosaggio del prodotto

08 February 2022

Quando si parla di cannabis, non si può non chiamare in causa il CBD. Questo metabolita della pianta, noto per il fatto di non avere effetti psicoattivi e per le sue numerose proprietà benefiche - dall’efficacia rilassante fino a quella antidolorifica - è il protagonista di prodotti di grande successo commerciale. Il principale è senza dubbio l’olio di CBD. Nel momento in cui lo si nomina, è bene ricordare che il principio attivo non è mai puro (in caso contrario, ci sarebbero forti problemi di assimilazione da parte dell’organismo).

Il cannabidiolo è infatti diluito nel cosiddetto olio vettore. Che caratteristiche ha? Qual è il migliore? Ecco le risposte agli interrogativi nelle prossime righe dell’articolo.

CBD: cosa è l’olio vettore

L’olio vettore utilizzato per l’olio di CBD è una sostanza che viene utilizzata per veicolare al meglio il principio attivo sopra citato. La sua presenza ha diversi vantaggi. Il principale riguarda l’ottimizzazione dell’assimilazione del cannabidiolo da parte del corpo umano (ricordiamo che, in ogni caso, l’olio di CBD è una delle modalità principali per assumere il cannabidiolo).

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei vantaggi dell’olio vettore. Tra i principali, rientra il fatto di consentire una gestione più semplice del dosaggio del prodotto (anche se non ci sono effetti collaterali legati all’assunzione di CBD, è comunque meglio non esagerare).

Oli vettori: quali sono?

Dopo questa doverosa premessa, vediamo un attimo quali sono i principali oli vettori utilizzati quando si parla di CBD. Ecco l’elenco:
 
l Olio d’oliva;
l Olio di semi di canapa;
l Olio MCT;
l Olio di cocco;
l Olio di semi di cumino nero.
 
Partiamo guardando il caso specifico dell’olio d’oliva. Quando lo si chiama in causa, si inquadra, come ben si sa, uno degli alimenti più antichi in assoluto. Le sue proprietà benefiche sono al centro dell’attenzione da tempo immemore. Antinfiammatorio e antiossidante, avrebbe anche un’efficacia antitumorale. Viene spesso impiegato come vettore nell’olio di CBD. Anche se è molto popolare, per amore di precisione è il caso di ricordare che, nella maggior parte dei casi, risulta meno digeribile rispetto all’olio MCT, ossia l’olio di cocco. Quest’ultimo, infatti, è caratterizzato dalla presenza di acidi grassi a catena media, facilmente scomponibili da parte del nostro organismo.
 
Cosa si può dire, invece, in merito all’olio di semi di canapa? Che si tratta di una straordinaria fonte di antiossidanti. Tra i principali, è possibile citare gli omega-3 e gli omega-6, grassi che, come è noto, si contraddistinguono anche per una forte efficacia antinfiammatoria.
 
Per quel che concerne l’olio di cumino nero, facciamo presente che, anche in questo frangente, si ha a che fare con un portentoso boost di antiossidanti.

Qual è la soluzione migliore?

Qual è la soluzione migliore quando si parla di olio vettore per il CBD? Gli operatori del settore non hanno mai dato una risposta in merito. Interessante è rammentare che, nella maggior parte dei casi, a chi compra olio di CBD viene chiesto per quale motivo lo utilizza. Nelle situazioni in cui si acquista questo prodotto come integratore per dare una svolta al senso di benessere generale, si tende, nella maggior parte dei casi, a orientarsi verso l’olio d’oliva e l’olio di semi di canapa come vettori. Il motivo è presto spiegato: si tratta di soluzioni caratterizzate da proprietà benefiche importanti, che non possono che contribuire a far star bene chi assume l’olio di cannabidiolo.
 
Diversa è la situazione di chi ha una problematica specifica - p.e. l’ansia e l’insonnia - e ha bisogno di una notevole biodisponibilità del cannabidiolo. In questo caso, l’optimum prevede il fatto di focalizzarsi sull’olio MCT (olio di cocco).
 
Come già accennato, una strada utile da percorrere prevede il fatto di chiedere consiglio al venditore. Chi opera nel mondo della cannabis light - sia online, sia presso punti vendita live - è animato da una forte passione e sempre pronto a fornire agli utenti informazioni sui benefici di questa straordinaria pianta.

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