Written by 2:21 pm Pisa, Attualità, Politica

L’assessora Monni a Cisanello: “Spingere su eccellenze e su difesa della sanità pubblica”

L’azienda ospedaliero universitaria protagonista in innovazione e pratiche d’avanguardia.

PISA- Dall’elettrofisiologia alla radiologia interventistica, dalla ricerca sulle terapie CAR-T alla farmacia ospedaliera e alle malattie rare. L’assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali Monia Monni è tornata all’ospedale di Cisanello per la seconda visita in pochi mesi, con l’obiettivo di conoscere da vicino le eccellenze cliniche e scientifiche dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

«Questa visita, come le altre che sto effettuando nelle diverse aziende – spiega Monni – serve a toccare con mano le eccellenze presenti sul territorio».

Il percorso è iniziato nelle sale di elettrofisiologia della Cardiologia 2, dove l’équipe di aritmologi interventisti accoglie pazienti provenienti da tutta Italia per il trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco, la cura della fibrillazione atriale alternativa alla terapia farmacologica, l’impianto di elettrocateteri e la rimozione di quelli infetti o malfunzionanti. Proprio a Pisa è stato sviluppato un metodo pionieristico e innovativo, successivamente adottato in numerosi centri nel mondo.

La visita è proseguita nella Radiologia interventistica, dove è presente uno degli angiografi di ultima generazione recentemente acquistati con i fondi del Pnrr. Nella struttura vengono eseguite procedure ad alta tecnologia per salvare gli arti dei pazienti affetti da ischemia critica ulcerativa, installare shunt nei malati con cirrosi scompensata in attesa di trapianto ed effettuare interventi di radioembolizzazione transcatetere nei pazienti oncologici.

Tra le attività figurano inoltre drenaggi biliari, embolizzazioni di arterie lesionate e aneurismi viscerali e procedure innovative per il trattamento dell’ipertrofia prostatica e dei fibromi uterini, oltre agli esami radiologici di routine.

Nel Dipartimento di Medicina radiologica, nucleare e di laboratorio dell’Aoup sono presenti sette angiografi, nove apparecchiature per la tomografia computerizzata e cinque risonanze magnetiche, tra cui un’apparecchiatura da 1,5 Tesla.

All’assessora è stato illustrato anche CartoALL, studio finanziato dall’Aifa che vede l’Aoup nel ruolo di capofila insieme all’Università di Pisa, con la collaborazione dell’Irccs Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola e dell’Università di Bologna.

L’obiettivo del progetto è sviluppare la prima terapia CAR-T italiana per la cura della leucemia linfoblastica acuta T e dei linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari, tumori rari e particolarmente aggressivi del sangue e del sistema linfatico, causati dalla crescita anomala e incontrollata dei linfociti T.

Un’altra tappa della visita è stata la farmacia ospedaliera del Santa Chiara, impegnata nella produzione di farmaci galenici destinati alle terapie onco-ematologiche e in progetti innovativi di efficientamento.

Per quanto riguarda le malattie rare, la Toscana riveste da anni un ruolo di primo piano e Pisa è sede del centro di coordinamento della rete europea di riferimento per le malattie rare e complesse del tessuto connettivo e dell’apparato muscoloscheletrico.

La difesa del sistema sanitario pubblico deve tuttavia confrontarsi con risorse nazionali che non crescono di pari passo con l’aumento dei costi, con i cambiamenti demografici e con l’evoluzione dei bisogni di salute.

«Stiamo riflettendo su come riorganizzare necessariamente le nostre reti ospedaliere in un’ottica di innovazione e risparmio – afferma Monni –. Per farlo è utile confrontarsi direttamente con operatrici e operatori, direttori generali, sanitari e amministrativi».

L’obiettivo, chiarisce l’assessora, non è tagliare i servizi, ma valorizzare le eccellenze, migliorare le cure offerte ai cittadini e difendere l’impianto pubblico e universalistico del sistema sanitario.

«Abbiamo bisogno di tenere insieme il sistema sanitario più pubblico d’Italia, quello toscano – prosegue Monni – e per riuscirci dobbiamo essere più efficienti, innovare e migliorare la qualità dell’assistenza. Dobbiamo riformare lo stesso concetto di cura, mettendo al centro la persona e rafforzando un’organizzazione nella quale avranno sempre più peso le équipe multidisciplinari».

«Dobbiamo quindi comprendere quali eccellenze sostenere ulteriormente e dove siano presenti funzioni duplicate in strutture vicine che possono essere razionalizzate. Questo ci permetterà di continuare a investire e crescere nell’innovazione e nella tecnologia, offrendo una risposta di altissima qualità a tutte e a tutti».

FOTO TRATTA DAL SITO DELLA REGIONE TOSCANA.

Last modified: Settembre 2, 2026
Close