SAN GIULIANO TERME- Mettere in sicurezza le aree devastate dall’incendio che, tra il 28 aprile e il 2 maggio, ha colpito i due versanti del Monte Faeta, riducendo il rischio idrogeologico e rafforzando la prevenzione. È l’obiettivo del progetto predisposto dalla Regione Toscana e presentato nel corso di due assemblee pubbliche organizzate a San Giuliano Terme e a Lucca.
L’attenzione si concentra in particolare sul territorio sangiulianese, dove gli interventi interesseranno Monte Castellare, il Sugherone e Ragnaia, la zona del versante pisano maggiormente colpita dalle fiamme.
Nella sala consiliare di San Giuliano Terme sono intervenuti il presidente della Regione Eugenio Giani, l’assessore regionale all’Agricoltura e alla forestazione Leonardo Marras e il sindaco Matteo Cecchelli. Presenti anche il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo e gli assessori regionali Alessandra Nardini e Alberto Lenzi.
«La mobilitazione e il coordinamento tra Comuni, Regione e livelli dello Stato coinvolti sono stati molto importanti – dichiara Giani –. Con questi 400mila euro di primo intervento vogliamo dare un segnale concreto della volontà di ricostruire un patrimonio arboreo di straordinario valore».
Il presidente ha ricordato anche l’importanza del laghetto realizzato nel territorio di San Giuliano, che durante l’incendio consentì agli elicotteri di rifornirsi d’acqua più rapidamente. «È un esempio dell’importanza delle opere di prevenzione e dell’efficienza del sistema regionale antincendio boschivo. Ringrazio i volontari, gli operatori e tutti coloro che si sono impegnati durante l’emergenza».
Sul Monte Castellare saranno realizzate numerose graticciate utilizzando materiale di risulta, con l’obiettivo di regolare il deflusso delle acque superficiali. Nell’area del Sugherone saranno invece ripristinate le due strade forestali che collegano la località con Le Fontanelle attraverso il Passo del Castagno.
Gli interventi più consistenti riguarderanno Ragnaia, la zona maggiormente danneggiata sul lato pisano del Faeta. Qui saranno sistemate le graticciate e sarà realizzato un ampio intervento selvicolturale per ricostituire la fascia di vegetazione, prevalentemente composta da sughere, che circonda gli oliveti.
Lungo via della Ragnaia sarà inoltre creata una fascia di protezione mediante il taglio delle piante e il decespugliamento. È previsto anche il ripristino del sentiero Cai numero 117, che collega Fontanelle a Mirteto.
Ad Asciano alcuni lavori propedeutici sono già stati eseguiti grazie a risorse regionali. Nei dintorni di via di Valle sono state realizzate piccole briglie in legno nei vallini attraversati dai corsi d’acqua provenienti dal Faeta e una “vasca di calma”, progettata per rallentare la discesa verso valle dell’acqua e dei materiali solidi.
«Si tratta di interventi fondamentali per la salvaguardia dei nostri versanti – sottolinea il sindaco Matteo Cecchelli –. Ringraziamo la Regione per un programma che partirà a breve e per i lavori propedeutici già effettuati. È necessario completare gli interventi prima dell’arrivo del periodo caratterizzato dalle piogge più intense».
Il progetto riguarda anche il versante lucchese, dove l’incendio ha distrutto 406 ettari. Gli interventi interesseranno soprattutto Santa Maria del Giudice, con il consolidamento del versante sopra via dei Marinari, il ripristino di strade forestali e sentieri, la realizzazione di viali parafuoco e il recupero di un invaso artificiale da utilizzare come riserva d’acqua in caso di emergenza.
«Dopo avere affrontato l’emergenza, oggi avviamo la fase della ricostruzione e della prevenzione – conclude Marras –. La tutela del bosco non si esaurisce nello spegnimento delle fiamme, ma richiede interventi capaci di ridurre il rischio idrogeologico, proteggere abitazioni e infrastrutture e rendere il territorio più resiliente».
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Last modified: Agosto 4, 2026



















