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Guerra in Medio Oriente. ConfCommercio: “Rincari in arrivo per le imprese, preoccupa il caro energia”

Più di 750 euro la spesa prevista per ogni famiglia

PISA – “Shock energetico e guerra in Medio Oriente potrebbero costare fino a 768 euro in media per ogni famiglia toscana”. Commenta con preoccupazione i dati dell’Irpet il presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi.

Uno scenario che porta fosche nubi sui consumi delle famiglie, con inevitabili ricadute sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Con l’approssimarsi delle festività pasquali il nostro pensiero va prima di tutto alle migliaia di persone che stanno soffrendo a causa del conflitto, ma i numeri ci impongono una riflessione per l’impatto del conflitto sul tessuto economico, a partire dalle stime Irpet dove si stima che più di 15mila imprese in Toscana subiranno per effetto dei rincari un peggioramento del proprio margine operativo lordo”.

Le preoccupazioni maggiori riguardano il caro energia: l’aumento dei prezzi rischia di alimentare un’inflazione che potrebbe salire di 1 punto, portando una riduzione di 0,3 punti percentuali sul Pil toscano. Tra le categorie esposte al rischio rincari ci sono 2.978 imprese del commercio, 3.750 di alloggio e ristorazione e 2.175 di altri servizi, in una situazione già critica per famiglie e imprese. Le tensioni internazionali incidono in modo sempre più impattante e in situazioni di emergenza è più che mai necessario investire per avere un territorio sempre più competitivo e all’altezza delle sfide globali, a partire da temi prioritari come infrastrutture e digitalizzazione”.

Anche le ultime stime sul caro energia rilevate da Confcommercio e Centro Europa Ricerche non fanno dormire sonni tranquilli: “Già sulle bollette di marzo 2026 si vedranno i primi effetti del conflitto in Medio Oriente” afferma il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli “Le bollette elettriche potrebbero aumentare dell’8,5%, sfiorando il 14% in caso di un conflitto prolungato, con rincari ancora più evidenti per il gas, con aumenti previsti dal 30 al 43,5%”.

A pagare saranno soprattutto “gli alberghi di medie dimensioni, per i quali la spesa mensile potrebbe crescere di 965 euro per l’energia e di 1.200 euro per il gas, ristoranti (+ 146 euro per elettricità e 508 euro per il gas), bar e negozi non alimentari (87 euro in più di elettricità e 196 euro di gas)”.

Siamo molto preoccupati per questo ulteriore shock che alimenta una situazione già difficile. Ogni rallentamento delle esportazioni provoca forti aumenti dei prezzi all’ingrosso: occorre agire subito per evitare uno scenario che porterebbe pesanti conseguenze soprattutto alle micro, piccole e medie imprese, ovvero le più esposte alla volatilità dei prezzi, a partire proprio da misure in grado di permettere anche alle imprese più piccole l’accesso a contratti di lungo periodo per l’energia da fonti rinnovabili e semplificare le procedure per gli investimenti in efficienza energetica”.

Last modified: Aprile 1, 2026
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