SANTA LUCE – Una Sala piena di gente ha partecipato, nei giorni scorsi, all’incontro promosso dal Comitato delle Colline Pisane per opporsi al progetto della Società Santa Luce S.r.l. che prevede la realizzazione di un impianto eolico di 13 aerogeneratori previsto nei Comuni di Santa Luce, Orciano Pisano, Fauglia e Crespina Lorenzana.
All’iniziativa, moderata dalla caposervizio del Tirreno Iliana Reali, hanno preso parte amministratori, cittadini e comitati impegnati nella tutela del territorio. Ad aprire l’incontro è stata la sindaca di Santa Luce, Giamila Carli, che ha espresso con chiarezza la propria contrarietà al progetto della Santa Luce S.r.l, evidenziandone l’impatto estremamente negativo che avrebbe sul territorio. Ha illustrato, il percorso autorizzativo particolarmente complesso e ha spiegato come le amministrazioni coinvolte, come tutti gli altri soggetti avranno la possibilità di presentare le loro osservazioni una volta reso pubblico intorno alla metà di ottobre. Ha illustrato il lavoro portato avanti fino ad oggi dalle quattro amministrazioni coinvolte, sintetizzato nella lettera di contrarietà recentemente inviata dai quattro Comuni alla Regione Toscana, ribadendo il suo impegno a scendere in campo con tutti i mezzi disponibili.

È quindi intervenuto il Comitato delle Colline Pisane, che ha illustrato le attività svolte fino ad ora, l’iter amministrativo della procedura di Autorizzazione Unica e le prossime iniziative ribadendo la volontà di continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza. In programma ci sono nuovi incontri pubblici, la raccolta firme, la presenza alle varie manifestazioni sul territorio e nelle scuole. Il Comitato sta inoltre organizzando una passeggiata attraverso le colline, con l’obiettivo di far conoscere e condividere con un pubblico sempre più ampio l’unicità paesaggistica e ambientale di questo territorio. È in preparazione anche un documento tecnico contenente le osservazioni che saranno presentate alla Regione Toscana non appena il progetto verrà reso pubblico.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Francesco Pratesi, presidente di Italia Nostra Toscana, che ha inserito la questione delle energie rinnovabili all’interno di un quadro più ampio. Pratesi ha sottolineato come, a suo giudizio, in Italia i costi territoriali e ambientali legati alla realizzazione di grandi impianti siano stati elevati rispetto ai benefici ottenuti in termini di riduzione delle emissioni di CO₂. Ha inoltre posto l’attenzione sulle ingenti risorse pubbliche destinate alle energie rinnovabili e sul rischio che tali incentivi possano trasformarsi in opportunità prevalentemente finanziarie per grandi investitori. Nel corso del suo intervento sono stati inoltre illustrati dati relativi alla produzione di energia eolica e alle caratteristiche anemologiche del territorio italiano, che hanno alimentato una riflessione più generale sull’effettiva sostenibilità di determinati interventi e sul loro rapporto costi-benefici. I dati analizzati hanno portato quindi a una domanda centrale: quanto è realmente efficace, a livello globale, sacrificare territori di grande valore paesaggistico e agricolo per contribuire a una transizione energetica che coinvolge grandi potenze economiche come Cina, Stati Uniti e India?
A chiudere gli interventi è stato Marco Bonucci, del Comitato Val di Cornia, che ha portato l’esperienza maturata nella mobilitazione contro la proliferazione di impianti eolici, fotovoltaici e sistemi di accumulo in territorio pianeggiante, fertile, caratterizzato da una significativa presenza agricola, che da Suvereto si estende fino a Piombino. I progetti interesserebbero complessivamente circa 360 ettari, con un impatto tale che, se realizzati, potrebbero modificare profondamente l’assetto del territorio e incidere sulle attività agricole e sulla qualità della vita. Nel suo intervento Bonucci ha evidenziato anche la distanza, a suo giudizio, tra alcune posizioni favorevoli alla diffusione delle energie rinnovabili e la realtà quotidiana di chi vive e lavora nelle campagne. Da qui l’appello a fare rete, informare i cittadini e rafforzare la collaborazione tra comitati e amministrazioni, a livello comunale, regionale e nazionale, per poter incidere concretamente sulle decisioni riguardanti questi progetti voluti da società finanziarie estere interessate solamente alle loro operazioni.
L’incontro si è concluso con numerose domande e interventi da parte del pubblico, a testimonianza dell’interesse e della preoccupazione suscitati dall’argomento. A mezzanotte, però, gli organizzatori sono stati invitati a concludere l’incontro per la chiusura della sala. Molti dei temi e degli interrogativi emersi sono rimasti aperti e saranno pertanto approfonditi nei prossimi incontri organizzati dal Comitato delle Colline Pisane.
Last modified: Settembre 6, 2026



















